“Doveroso rivelare l’incontro tra Renzi e lo 007”. Per l’eurodeputata Pignedoli (M5S) l’interrogazione Iv contro Report è una pressione indebita sulla stampa

Renzi Report Pignedoli
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Report ha mandato in onda un video in cui Renzi è a colloquio in autogrill con un uomo dei servizi segreti. La sua collega Vittoria Baldino ha presentato alla Camera un’interrogazione su questo alla presidenza del Consiglio. Sabrina Pignedoli (nella foto), europarlamentare M5S, cosa c’è da chiarire su questa vicenda?
“Il video di Report è di interesse pubblico, pertanto credo che sia stato giustissimo, anzi doveroso renderlo pubblico. Del resto è stato girato su suolo pubblico, non capisco quindi quale sia il problema di Renzi se non ha nulla da nascondere. Ad attestare l’interesse dei cittadini su questa inchiesta giornalistica sono i dati di ascolto di Report”.

Un incontro tra i due peraltro avvenuto in un periodo particolare dal momento che in quei giorni Renzi martellava Giuseppe Conte anche sui servizi segreti. Ha ragione Report a sostenere l’estremo interesse pubblico della notizia proprio alla luce del contesto in cui è avvenuto quel colloquio?
“È una questione di democrazia: un cittadino deve sapere quali sono le manovre oscure che si nascondono dentro i palazzi del potere. Credo che i politici sempre di più dimentichino di essere i rappresentanti dei cittadini e non di lobby. Gli italiani devono sapere quello che avviene nella politica, non ci devono essere zone d’ombra. Per questo io sono sempre stata contraria ad apporre il segreto di Stato su determinati atti e penso che gli elenchi delle logge massoniche dovrebbero essere pubblici, riformando la legge Anselmi”.

Perché se un uomo che fa politica come Renzi parla per 40 minuti con uno 007 è tenuto a darne conto?
“Renzi ha detto che si sono incontrati per scambiarsi i ‘babbi’, una sorta di wafer, che per altro nel video non si vedono. Il problema non è tanto che Renzi parli con uno 007, ma il luogo e il contesto storico. Di lì a poco farà cadere il governo per altro contestando questioni, come per esempio l’attivazione del Mes, che con Conte erano fondamentali mentre con Draghi non lo sono più. Se ci focalizziamo su quello che diceva all’epoca del governo Conte e quello che poi è stato fatto o richiesto con Draghi si capisce che il problema non è di ideologia politica: Conte andava fatto cadere. Perché? Forse il colloquio con lo 007 può essere utile a comprendere una pagina della storia recente della nostra Repubblica.”

Luciano Nobili di Iv ha presentato un’interrogazione basata su un dossier, che Report ha dimostrato essere falso, secondo cui la trasmissione avrebbe versato dei soldi a una società di produzione lussemburghese per il servizio contro Renzi. Siamo di fronte al legittimo esercizio delle prerogative parlamentari?
“Siamo di fronte a una pressione bella e buona su giornalisti che fanno ancora il loro dovere, ovvero quello di informare. Al Parlamento europeo si parla di querele temerarie e si sta pensando a norme per bloccarle. Bene, le querele temerarie sono del tutto legali, anzi, è proprio lo strumento della legge che viene usato in maniera legittima per mettere a tacere i giornalisti. Questo è inaccettabile, chiediamo all’Europa di sorvegliare su questi elementi che minano fortemente la libertà di stampa”.

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