Duecento contagiati ricoverati allo Spallanzani di Roma. 18 in terapia intensiva. Dimessa la coppia di Wuhan ricoverata il 29 gennaio. Attivi due nuovi spoke nella Capitale ma c’è carenza di farmaci

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I pazienti positivi al Covid-19, al momento ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma, sono in totale 201, di questi 18 necessitano di supporto respiratorio. “In giornata – riferisce il nuovo bollettino dell’ospedale romano – sono previste ulteriori dimissioni di pazienti già negativi al primo test e comunque asintomatici. I pazienti dimessi, che hanno superato la fase clinica e che sono negativi per la ricerca dell’acido nucleico del nuovo coronavirus sono 324. I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali, compresa la Città militare della Cecchignola, sono a questa mattina 46”.

“Dalla giornata di ieri – riferisce lo Spallanzani – lo Spoke di Casal Palocco è stato attivato con l’invio di pazienti ad alta intensità assistenziale. Da oggi sarà attivo anche lo Spoke Ospedale Militare del Celio. Si ringrazia, a tal proposito, l’Autorità Militare per la preziosa collaborazione. Si comunica che, d’intesa con la Asl Roma 1, la coppia di coniugi cinesi, da tempo negativizzata ed ormai guarita, sarà trasferita in giornata odierna presso il Presidio ospedaliero San Filippo Neri di Roma, onde far completare la riabilitazione neuromotoria alla signora”.

“Oggi allo Spallanzani c’è una percentuale più contenuta di pazienti covid positivi” ha spiegato a SkyTg24 il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia. “Da oggi – ha aggiunto – la coppia di cinesi lascia definitivamente lo Spallanzani e sarà trasferita al San Filippo Neri per far completare la riabilitazione neuromotoria alla donna. E’ una notizia positiva che deve rendere orgogliosi tutti gli operatori sanitari italiani. La situazione è abbastanza sotto controllo. Abbiamo fatto in modo che la nostra farmacia in collegamento diretto con la farmacia regionale e con le aziende sta cercando di approvvigionarsi. Il problema c’è”.

“Io stesso – ha detto ancora il direttore sanitario dello Spallanzani – ho parlato con alcuni amministratori delegati delle più grandi case farmaceutiche per dire di venire incontro a esigenze dei pazienti perché abbiamo bisogno che soprattutto i farmaci sperimentali vengano approvvigionati”. Per quanto riguarda la sperimentazione del farmaco anti-artrite, ha spiegato ancora Vaia, “abbiamo arruolato una decina di pazienti. Dobbiamo aspettare ancora qualche giorno per i primi risultati che speriamo tutti siano positivi”.

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