È la Rai l’arca dell’alleanza di Renzi. Il premier tratta con i partiti per la nuova governance. Decreto o legge Gasparri? Una corsa contro il tempo

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Dopo le ultime battute d’arresto Matteo Renzi avrebbe bisogno di nuove alleanze per continuare a governare e rafforzare i numeri al Senato. A tale scopo potrebbe tornare utile la Rai che può risultare il terreno amico per stringere nuovi patti. La riforma di Viale Mazzini, infatti, fa gola a tutti i partiti e non c’è un politico che non vorrebbe metterci il cappello. Ora bisognerà vedere se l’iter parlamentare sarà accelerato in modo da fare in tempo per cambiare la governance con altre regole. «Io spero che il rinnovo del Cda della Rai avvenga con la nuova legge nella quale l’amministratore debba avere i poteri di un’azienda normale», ha detto Renzi a Porta a Porta. Pronta la replica di Maurizio Gasparri: «Questa lottizzazione mono partito è in contrasto con le sentenze della Corte costituzionale». Comunque vada a finire, non sarà facile mandare in pensione la Gasparri. Non va dimenticato però che l’attuale governance è con più di un piede fuori dall’azienda e il dg Luigi Gubitosi si sta preparando a ritornare nel mondo della finanza, seppure non più con un ruolo di primissimo piano. A luglio, molto probabilmente, scenderà dal Cavallo. I tempi sono dunque stretti.

LA GRIGLIA DI PARTENZA
Ci sarà da decidere se il nuovo capo azienda debba essere una figura di prodotto oppure un contabile, attentissimo ai conti. I nomi che si fanno nella griglia di partenza per vincere il Gp di Viale Mazzini sono sempre i soliti, con un’eccezione. Ultimamente si è affacciato tra le prime file un nome nuovo, quello di Paolo Bassetti, presidente e ceo di Endemol Shine Italy. Un top manager con grande conoscenza del mercato televisivo nazionale e internazionale e buoni rapporti con tutti. Bassetti potrebbe essere in corsa anche per una rete Rai. A suo favore parlano produzioni come Tale e Quale Show, Affari tuoi, Che tempo che Fa. Veniamo agli altri, dei quali abbiamo più volte parlato. Per la poltronissima in pole position resta la numero uno di Discovery Italia, Marinella Soldi. Tra gli esterni sono ancora papabili Antonio Campo Dall’Orto (ex Mtv e La7) e Andrea Scrosati (vicepresidente di Sky Italia). Certo per il primo sarebbe più facile lasciare le Poste, mentre per il secondo è assai più complesso, visto che si tratta di uno dei top manager su cui punta Sky. Due candidati importanti, uomini di prodotto che non hanno però una particolare predisposizione verso i conti. Caratteristica, questa, che vanta la Soldi. In ribasso le quotazioni di Novari, Carrai e Guerra (gli ultimi due sono troppo renziani e la loro scelta non favorirebbe di certo le alleanze). In finestra c’è sempre Franco Bernabè, ex manager Telecom, uomo per tutte le stagioni. Per quanto riguarda invece i candidati interni la cerchia si restringe a quattro nomi: Giancarlo Leone (direttore di Raiuno ed ex vice dg), Paolo Del Brocco (l’a.d. che ha ridato splendore a Rai Cinema), Luigi De Siervo (l’ad di Rai Com) e Eleonora “Tinny” Andreatta, la donna al comando di RaiFiction. I primi due hanno più chance rispetto agli altri due. Ma Renzi è ancora convinto di volere una donna?

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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