Manna Rai per il cinema italiano. Viale Mazzini in due anni ha investito 125 milioni. Al Tg2 si cerca una via d’uscita sul caso Marzoli

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RaiCinema è il tapis roulant del cinema italiano. Investimenti raddoppiati negli ultimi dieci anni (dai 30 milioni del 2004 ai 60 del 2014 fino ai 65 del 2015). Coprodotti 115 film e 45 opere tra prime e seconde. Con una quota di mercato sugli incassi dell’intero box office (tutti i film stranieri e italiani nelle sale italiane) del 13,5% (circa 76 milioni di euro). Investimento che comincia a dare i suoi frutti con quote che rientrano in cassa e permettono di coprire le spese di distribuzione e buona parte della produzione. 01 Distribution – sottolinea l’ad di RaiCinema, Paolo Del Brocco – è la terza nel Paese per quanto riguarda la distribuzione (dietro colossi come Warner e Universal che distribuiscono pure i film Sony e Paramount). Risultati ottenuti con film italiani (l’80%). Nel listino 2015 The Hateful Eight (Tarantino), Silence (Scorsese), La corrispondenza (Tornatore), Sangue del mio sangue (Bellocchio), La pazza gioia (Virzì), Non ti avevo visto bene (Comencini).

UNA RUBRICA PER LISA
Il direttore del Tg2, Marcello Masi, potrebbe trovare la soluzione per spegnere i fuochi delle polemiche divampate dopo che una redattrice del suo tiggì è stata costretta a lasciare la conduzione di Cronache animali perché la trasmissione di Raidue è entrata in regime di product placement e quindi Lisa Marzoli, essendo una giornalista, non può nemmeno avvicinarsi a brand di aziende. L’ordine dei giornalisti (nazionale e di Marche e Lazio) ha chiesto spiegazioni alla Rai e anche il sindacato di Viale Mazzini, l’Usigrai, è sceso in campo. Cercherà di ottenere una paritetica per i giornalisti appartenenti a testate che conducono programmi di rete. Masi potrebbe assegnare alla Marzoli spazi di qualche minuto a Tg2 insieme o Costume e società per una rubrica sulla posta degli animali.

DONNE, GAY E FAMILY
Social impazziti per alcuni post-tweet di quattro donne della tv durante il Family day. Lorella Cuccarini ha postato: “Sono favorevole alle unioni civili ma i figli non sono un diritto. E non si comprano”. Apriti cielo. Gay e lesbiche si sono scatenati. Tra le tante risposte anche quella di Francesca Barra che ha scritto a Lorella “di non cadere nella trappola perché nessuno compra figli”. Poi ha postato una lettera aperta da mamma che scrive ai propri figli scatenando a sua volta altre reazioni, tra cui quella di Maurizio Gasparri che ha twittato: “questa @francescabarra insulta in modo grave chi liberamente manifesta. Dobbiamo parlarne anche in vigilanza Rai”. Magari Gasparri ne parlerà pure in commissione perché quando prende un impegno lo mantiene sempre, tuttavia la Barra non lavora in Rai ma a Mediaset, quindi cosa c’entri la Vigilanza lo sa solo Gasparri? A difendere la Barra contro il senatore azzurro ci ha pensato invece Heather Parisi nel suo blog. La showgirl ha pure risposto alla Cuccarini: “Ogni manifestazione dovrebbe avere lo scopo di affermare un diritto, mai di negarlo! Cara Lorella, tutti hanno diritto di avere un figlio perché tutti hanno il diritto di amare”. La chiosa più simpatica è stata però di Selvaggia Lucarelli: “Il family day è quella cosa che i mariti vanno in piazza con le mogli e chiedono di non essere taggati nelle foto che poi l’amante s’incazza”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La solita Lega di Lotta e di Governo

Con la maggioranza gialloverde aveva fatto incassare bene al botteghino elettorale. Quindi niente di strano se torniamo a vedere il film della Lega di lotta e di governo. Il copione è sempre lo stesso. Salvini promette cose impossibili, illudendo un’Italia stremata dalle misure anti-Covid che

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