E ora sulle nomine Rai tocca a Cantone indagare. Troppe assunzioni esterne, Campo Dall’Orto sotto torchio. Vigilanza e Usigrai pronte alla guerra

di Marco Castoro
Tv e Media

Tempi duri per i vertici Rai. Dopo un avvio in cui si è potuto lavorare senza pressioni e cercando di studiare ogni capitolo della commedia di Viale Mazzini, ecco che per il dg Campo Dall’Orto il percorso nella selva oscura comincia a farsi tortuoso. Le prime nomine sono state accolte con sorpresa, ma in fondo accettate, in virtù della considerazione del “lasciamolo lavorare”. Perché come accade nel calcio e in qualsiasi azienda che si rispetti è pure giusto che un nuovo responsabile si porti un vice e un’altra persona di sua fiducia. Quando però le nomine esterne spuntano come funghi nel bosco, a più di qualcuno i conti cominciano a non tornare. Anche perché la Rai è stracolma di dirigenti e di giornalisti, tra i quali ce ne sarà pure qualcuno in grado di ricoprire un ruolo dirigenziale. O no? La gestione Campo Dall’Orto in pratica sta azzerando il partito Rai, al quale il premier ha strizzato l’occhiolino quando si è trattato di preparare la nuova legge conservandogli un posto tra i consiglieri del cda per il futuro.
NODI AL PETTINE
Improvvisamente però la clessidra del dg Campo Dall’Orto si sta svuotando. La fiducia nei suoi confronti sta venendo meno anche dai suoi sostenitori. I renziani. Che per il momento tacciono, anche se qualcuno comincia a bombardare la postazione. Il deputato Anzaldi, ad esempio, ha già indossato l’elmetto. E stavolta è sceso pure lui in trincea a fianco dei sindacati interni di Viale Mazzini. Giovedì Campo Dall’Orto è atteso in audizione in Vigilanza e più di qualcuno lo sta aspettando con le baionette. Il nodo dell’ingorgo sta nelle assunzioni esterne. Già una ventina da quando il dg si è insediato. L’Usigrai farà un esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione, e per conoscenza alla Corte dei Conti, per chiedere di verificare «se tutte le nomine esterne siano state fatte nel rispetto delle procedure che la stessa Rai si è data nel Piano triennale anticorruzione». Quindi tocca a Cantone. L’azione avviata dal sindacato dei giornalisti della Rai segue le denunce dei giorni scorsi, arrivate dalle stesse organizzazioni interne dei lavorato.
«Proporrò al presidente Roberto Fico – sottolinea Anzaldi – di convocare in Commissione di Vigilanza il direttore del personale e dell’internal audit Rai, perché sono loro i responsabili per legge dell’attuazione del protocollo anticorruzione».
L’USIGRAI
Dall’inizio della sua gestione il dg Antonio Campo Dall’Orto ha chiamato 20 dirigenti esterni, mentre lo statuto della Rai prevede che tali manager non possano superare il 5% dei 252 dirigenti totali (quindi circa 13) e che debbano essere assunti a tempo determinato, restando in carica per il mandato del vertice aziendale. Inoltre, in base alla legge anticorruzione, è necessaria «una ricognizione preliminare della disponibilità di risorse interne adeguate in termini qualitativi e quantitativi a ricoprire la posizione ricercata». Prima di assumere esterni – sottolinea l’Usigrai – è necessario verificare che all’interno non ci siano professionalità adeguate in termini qualitativi e quantitativi al profilo che si cerca.
LA REPLICA RAI
«Lo Statuto e il Piano Triennale Anticorruzione sono stati pienamente rispettati e per la prima volta nella storia della Rai i nuovi dirigenti hanno quasi tutti contratti triennali, il che consentirà di risparmiare cifre molto significative negli anni a venire. Inoltre i manager esterni assunti, alcuni dei quali in sostituzione di altri che hanno lasciato l’azienda, non sono 20 ma 17 e il loro costo non è di 8 milioni di euro, come ipotizzano i sindacati, ma di circa 4 milioni. Per quel che concerne le norme dell’anticorruzione – prosegue Viale Mazzini – la Rai rispetta in pieno quanto contenuto nel proprio Piano Triennale, facendo ampio ricorso – come previsto – allo strumento del job posting per il reperimento di professionalità interne». Ma è quel “quasi tutti contratti triennali” che ha scatenato l’affondo dell’Usigrai: secondo i vertici Rai il tetto dei dirigenti esterni non è stato superato, ma, secondo la lettura degli esperti è stato ampiamente superato. Il tetto del 5% si riferisce ai tre anni di mandato, è chiaro che non può che essere retroattivo. Se così non fosse, di questo passo, a quanti dirigenti arriveremmo nei tre anni? Una cinquantina? E poi, perché ci hanno messo ben tre mesi per approvare il regolamento? Forse per fare tutte queste assunzioni? Per non parlare dei consulenti, se contiamo anche loro arriviamo molto più in alto».
«Il problema – spiega Anzaldi – è che questi vertici li abbiamo nominati noi. Non sappiamo più come difenderli. Se si guardano i curricula delle persone chiamate, si tratta di gente esperta in altri settori, non in quello televisivo. Non hanno curricula adatti a superare il job posting interno, perché in Rai ne troverebbero cento di figure più adatte rispetto alle loro». «Le regole si rispettano sempre e per intero – aggiunge l’Usigrai – La Rai dice che i contratti sono quasi tutti triennali, e che al job posting si è fatto ampio ricorso. Sarà l’Anac a decidere se le regole sono state violate o meno. E la Corte dei conti a valutare, di conseguenza, l’eventuale danno erariale».
L’AFFONDO DI GASPARRI
«Presenterò un esposto all’Autorità anticorruzione e alla Corte dei conti – attacca il senatore Gasparri – perché se il Consiglio di amministrazione dovesse non contestare o in qualche modo avallare queste decisioni sarebbe corresponsabile insieme al Dg e quindi sanzionabile. In occasione dell’audizione del Direttore generale della Rai, programmata per giovedì in Vigilanza, farò una vera e propria requisitoria circa le violazioni che sono state fatte in materia di assunzioni di esterni. La Rai non è una televisione sperimentale in cui si può agire come si vuole. Campo Dall’Orto forse non si è documentato abbastanza e ha completamente ignorato, o finto di ignorare, il piano triennale anticorruzione della Rai in proposito. Possibile mai che fra tutti i dirigenti e giornalisti in organico all’azienda non ci fossero professionalità all’altezza? Perchè il job posting non è stato utilizzato per gli incarichi oggi ricoperti dai 20 esterni?».