L'Editoriale

È necessario ricostruire un rapporto non più malato fra giustizia e politica: il caso di Simone Uggetti lo conferma

Simone Uggetti
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Giustizialista, manettaro, senza cultura giuridica. Ormai ci ho fatto il callo a beccarmi queste e altre accuse ogni volta che mi trovo a discutere di legalità nei convegni o nelle trasmissioni tv. Con La Notizia abbiamo fatto battaglie durissime per difendere la riforma Bonafede sulla prescrizione, l’ergastolo ostativo, il sorteggio dei componenti togati del Csm e il conseguente disfacimento delle correnti nella magistratura. Perciò è molto difficile iscriverci tra le fila dei sedicenti garantisti, in molti casi al soldo di editori imputati, per non parlare dei politici che campano beatamente in partiti zeppi di condannati. Il garantismo, quello vero, è una cosa troppo seria per essere affidato a certi trombettieri, che in nome dei diritti rimetterebbero in libertà i boss mafiosi, e mentre ci siamo darebbero pure un premio ai colletti bianchi che rubano, grazie ai quali l’Italia è stabilmente in cima alla classifica dei Paesi più corrotti del pianeta.

Il caso di Simone Uggetti

Detto questo su La Notizia intervistiamo l’ex sindaco di Lodi, Simone Uggetti, personaggio emblematico dell’abisso in cui è confinato il rapporto tra politica e magistratura. Il suo arresto nel 2016 fu acclamato dai cittadini indignati per lo schifo che c’è nella pubblica amministrazione, ma la successiva parziale assoluzione spinse anche il Cinque Stelle Di Maio a riconoscere l’errore di una sentenza mediatica dettata ancor prima del processo.

Quel gesto provava a chiudere la stagione del muro contro muro sostanzialmente aperta da Tangentopoli e continuata da Berlusconi con una serie di vergognose aggressioni all’indipendenza di Procure e Tribunali. Ora l’assoluzione di Uggetti è stata annullata (a parecchi giudici piace fare così: un passo avanti e due indietro), e chi campa impedendo di ricostruire un rapporto non più malato tra Giustizia e Politica ha ricominciato a cavalcare il caso, approfittandone per colpire anche chi si è esposto nel tentativo di andare avanti, oltre gli scogli del passato. Un tentativo tanto generoso quanto necessario e urgente, perché con i chiari di luna che abbiamo una prossima legislatura con la possibile maggioranza delle destre potrebbe decidere il liberi tutti, depenalizzando ogni cosa e magari assegnando il premio dell’anno a chi ruba di più.

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