L'Editoriale

Fattore R

Il sondaggio Lab21 che pubblichiamo in esclusiva dice che per il 51,6% degli intervistati Renzi dentro il campo largo è respingente

Fattore R

Il sondaggio Lab21 che pubblichiamo oggi in esclusiva dice che per il 51,6% degli intervistati Matteo Renzi dentro il campo largo è una forza respingente, capace di allontanare l’elettorato di sinistra e dei 5 Stelle, contro un 24,3% che lo considera un valore aggiunto. E il 35,1% della base pentastellata, davanti ad un’alleanza, riconsidererebbe il voto tra astensione e Avs. Numeri, certo. Solo che qui il tema è politico.

Dopo il No del 23 marzo al referendum sulla giustizia la coalizione è ripartita subito dalle primarie: la spinta in questa direzione di Giuseppe Conte è stata letta da più parti come un tentativo di mettere in difficoltà il Pd, mentre i soliti noti, quelli che con il campo largo c’entrano poco e con la sinistra niente, spingevano Silvia Salis come ennesimo cavallo di Troia per logorare Elly Schlein. Adesso dentro il Pd qualcuno rassicura i malpancisti spiegando che Renzi sarebbe “ininfluente”. Ma imbarcare qualcuno perché tanto è ininfluente è un argomento che offende il buon senso prima ancora della politica. E il sondaggio lo smentisce pure: solo il 13,8% lo giudica davvero irrilevante, e il 54,1% prevede che un’alleanza strutturale produrrebbe frammentazione e veti incrociati.

Del resto Alleanza Verdi-Sinistra dovrebbe ingoiare l’ennesimo rospo, e la politica, nelle coalizioni, è molto più della somma aritmetica dei voti: è la capacità di proiettare l’idea di una comunità. Il punto vero quindi è altro. Renzi sì o Renzi no è una bazzecola rispetto al dovere di battere la peggiore destra che abbia governato questa Repubblica dal dopo guerra ad oggi.

Il punto vero è discuterne apertamente, serenamente, onestamente: la cosa migliore da offrire agli elettori è una coalizione che trova la sintesi alla luce del sole, fuori dagli uffici delle segreterie e dai dialoghi privati tra leader, una coalizione che con tutti i suoi problemi riesce a dire quali sono le cose che la tengono insieme. Perché vincere con il solo antimelonismo è un’illusione già vista: si chiamava antiberlusconismo, ha perso per decenni. Auguri a chi pensa che stavolta andrebbe diversamente.