A.A.A. Guardasigili referenziato cercasi, per intervento urgente sulle carceri sovraffollate, rese ancora più invivibili del solito, causa ripetute e insistenti ondate di calore africano. Astenersi ex pubblici ministeri pensionati, che del destino dei reclusi hanno dato ampia dimostrazione di non aver particolare cura. Sfortunatamente l’annuncio di lavoro andrà deserto, perché noi un ministro della Giustizia già lo abbiamo, sebbene da quando ha clamorosamente perso il referendum sulla riforma della giustizia, i colleghi tengano Carlo Nordio lontano dai riflettori e lui stesso pratichi la raffinata arte della tanatosi (cioè si finge morto).
Il che, in sé, visti i tentativi di riforma, non sarebbe neanche una brutta notizia, se la sua inesistenza non andasse a discapito di migliaia di donne e uomini, costretti a boccheggiare per il caldo.
Ieri l’“Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione” in occasione della giornata nazionale per la dignità delle persone private della libertà ha visitato 34 istituti penitenziari in tutta Italia.
“Abbiamo visto tantissimi giovani: se ne parla tanto ma non ce ne si occupa mai davvero”, ha commentato Don Ciotti appena uscito dalla Casa di Reclusione di Milano Opera. Ma il fondatore di Libera sbaglia.
L’iniziativa di articolo 27 è arrivata proprio nel giorno in cui il Consiglio dei ministri ha varato l’ennesimo Decreto sicurezza, l’ennesimo giro di vite, l’ennesimo inasprimento delle pene, l’ennesima creazione di nuovi reati. L’ennesimo provvedimento muscolare, per espressa volontà della premier Giorgia Meloni, è stato concepito per colpire i “maranza“ (è bene ricordare che tra Decreti sicurezza e Decreti Caivano, la popolazione carceraria minorile italiana si è impennata)…
Perché se il Guardasigilli latita nell’intervenite su prigioni che sono al collasso, il governo lavora alacremente per riempire quelle celle in nome della propaganda. Mentre i reclusi danno di matto fino, in alcuni casi, all’estremo gesto. Ma non è priorità di questo esecutivo. Evidentemente.