A decidere se gli italiani potranno scegliersi i deputati sono deputati che gli italiani, in larga parte, non hanno scelto. È il paradosso della riforma elettorale che approda in Aula alla Camera il 14 luglio 2026, con la maggioranza spaccata sulle preferenze: Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia le vogliono, Lega e Forza Italia le rifiutano.
Conviene fermarsi sul dato, perché la questione è vecchia e precisa. Con il Rosatellum il 61% dei seggi va a liste bloccate, dove l’ordine dei nomi lo decidono le segreterie e l’elettore non tocca palla. La nuova legge, lo Stabilicum, cancella pure i collegi uninominali, l’ultimo posto in cui si sceglieva una persona. Restano solo i plurinominali bloccati. Le preferenze, dice il centrodestra, semmai arriveranno in Aula. Semmai.
Qui la domanda diventa costituzionale. Può un eletto senza indicazione personale legiferare sulla vita degli altri? La risposta sta nell’incastro tra due articoli. L’articolo 48 vuole il voto “personale ed eguale, libero e segreto”: il cittadino deve poter indicare la persona. L’articolo 67 stabilisce che ogni parlamentare rappresenta la Nazione “senza vincolo di mandato”: una volta seduto è pienamente legittimo, chiunque l’abbia messo lì.
In mezzo c’è la Corte costituzionale. Nel 2014, con la sentenza n. 1, bocciò le liste bloccate lunghe del Porcellum: ai parlamentari eletti, scrisse, “manca il sostegno della indicazione personale dei cittadini”, e questo “ferisce la logica della rappresentanza”. Ammise le liste solo se corte e i candidati riconoscibili. Nel 2017 salvò i capilista bloccati, ma il confine restò lì.
Ecco la collocazione esatta del nominato: legittimo per l’articolo 67, ferito per l’articolo 48, e lasciato in piedi dalla Consulta in una zona grigia che la Corte stessa ha chiamato lesione. Il centrodestra oggi si muove dentro quella zona, anzi vi rientra a piene mani, togliendo gli uninominali e rinviando le preferenze al forse. Del resto il comitato promosso da Roberto Zaccaria, con in campo costituzionalisti come Gustavo Zagrebelsky, ha già fatto sapere che ricorrerà appena la legge passa. Sulla vita di tutti continueranno a legiferare persone che il voto non ha indicato. Prima era un difetto. Adesso è il progetto.