A forza di ossequiarlo e di ripetere โSignorsรฌ!โ ad ogni richiesta senza battere ciglio, capita di ritrovarsi il presunto alleato come padre padrone. Con lโasticella delle pretese che finisce per alzarsi sempre di piรน. Una regola che non ammette eccezioni: รจ successo allโUnione Europea quando la presidente (si fa per dire) della Commissione Ue, Ursula von der Leyen ha subito senza fare un plissรฉ i dazi imposti da Donald Trump (che ora minaccia di innalzarli) senza nessuna contropartita; poi รจ toccato alla Nato, sdraiata di fronte allโordine di elevare al 5% del Pil la spesa militare dei Paesi membri dellโAlleanza Atlantica; per non parlare dellโItalia di Giorgia Meloni, fino a qualche settimana fa considerata la piรน fedele estimatrice del presidente Usa – al punto da inviare il ministro degli Esteri Tajani, immortalato con il cappellino (Maga) in mano, alla convention che ha tenuto a battesimo quella galleria degli orrori di autocrati e dittatori sotto le insegne del Board of Peace – e poi caduta in disgrazia per aver osato difendere Papa Leone XIV dagli insulti del numero uno della Casa Bianca. Hai voglia ora a cercare di smarcarsi, peraltro piรน con le parole che nei fatti, da un alleato divenuto sempre piรน ingombrante e causa principale dellโinesorabile, per quanto lenta, emorragia di consensi che dalla disfatta referendaria in poi ha segnato lโesecutivo sedicente sovranista guidato da Meloni. Che mentre prova ad invertire il trend propinando allโelettorato la nuova narrazione di un governo in grado persino di dire qualche No allโalleato-padrone, dopo essersi lasciato dettare fino a poco piรน di un mese fa lโagenda della politica estera italiana – dal rapimento di Maduro in Venezuela (โlegittima difesa), ai silenzi sullo sterminio di Gaza (bloccando in Europa lo stop al trattato tra Ue e Israele) fino alla folle guerra scatenata in Iran (โnon condivido nรฉ condannoโ) – prova ora nei fatti a ricucire i rapporti con la missione del ministro Crosetto negli Stati Uniti e lโannuncio di un imminente incontro con lโanima neocon dellโamministrazione Trump, Marco Rubio. Un copione piรน volte reiterato nella condotta di una premier che, dallโinizio del suo mandato, ha sempre camminato sul filo sottile che separa la propaganda dalla realtร . Che prima o poi presenta sempre il conto.
L'Editoriale
Le chiacchiere stanno a zero