La novitร piรน rilevante nel secondo giorno della crisi di Governo รจ arrivata dal Pd. Tutti dโaccordo in direzione, il segretario Zingaretti ha il mandato per provare a formare una nuova maggioranza con i Cinque Stelle sulla base di cinque ampi punti programmatici. Un aspetto che sommato al manifesto presentato al Senato dal premier uscente Giuseppe Conte, allโinterno del discorso con cui ha tolto ogni possibilitร di giravolta alla Lega di Salvini, offre una sicura base di partenza per dar vita a un Esecutivo giallorosso. Una prospettiva che resta comunque lontana, per via prima di tutto del differente Dna di Dem e Movimento: il primo gradito โ se non direttamente espressione โ di parte dellโestablishment del Paese, e il secondo invece forza antisistema, anche se per realizzare gli obiettivi promessi ha dovuto ingoiare una sfilza di rospi, lโultimo dei quali รจ stato votare la nuova presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Per Salvini questa รจ la prova provata della trasformazione dei Cinque Stelle in stampella del sistema, ma in realtร si tratta dellโesatto contrario, perchรฉ in un contesto politico comunque molto diverso da quello sperato, riesce a condizionare Bruxelles e le รฉlite Ue, a differenza della Lega che allโEuroparlamento per i prossimi anni non toccherร mai palla, e dunque non potrร fare proprio nulla di quanto promesso agli italiani. A mediare il nostro ruolo in Europa, gettando le basi per cambiare le regole che ci hanno pesantemente penalizzato per decenni, รจ stato Giuseppe Conte, il premier dimissionario che in nome di una discontinuitร col passato il Pd non vorrebbe dentro un ipotetico nuovo Governo. Questo perรฒ sembra uno sbaglio, non solo perchรฉ lโattuale Presidente del Consiglio risulta la personalitร politica al momento piรน popolare e non divisiva di cui Di Maio e Zingaretti dispongono, perfetto opposto del leader della Lega. Semmai si arriverร a un nuovo Esecutivo con lโorizzonte dellโintera legislatura, questo potrร accadere solo accettando un armistizio di Pdioti e grullini sugli insulti del passato rum. Un armistizio che porterebbe automaticamente con sรฉ lโattuale premier. Conte garantirebbe cosรฌ una continuitร che nessun partito al mondo potrebbe mai non volere, e cioรจ quellโimmagine di serietร e rispetto delle istituzioni che gli hanno permesso di fare la piรน memorabile delle sue lezioni universitarie, seppure nellโAula del Senato e davanti a un soggetto che il galateo istituzionale non sa neppure cosa sia, convinto comโรจ che un ministro dellโInterno possa evocare le piazze contro una maggioranza parlamentare, piuttosto che calpestare lโessenza di uno Stato laico utilizzandoย strumentalmente simboli religiosi, o sottraendosi alla richiesta sempre del Parlamento di spiegare vicende scabrose come il coinvolgimento di propri stretti collaboratori nel cosiddetto Russia-gate.
IL PUNTO. A fronte di quella che sarร certamente la piรน rabbiosa reazione leghista nel caso di prosecuzione della legislatura, mettere da parte proprio chi รจ riuscito a mettere Salvini con le spalle al muro su questi ed altri aspetti significa privarsi dellโarma migliore. Un ipotetico Governo che sarร bersagliato per mesi come โoperazione di Palazzoโ puรฒ perdere un tale contributo? ร evidente che la risposta รจ No. In aggiunta a quanto emerge dal sondaggio realizzato da Gpf per La Notizia, sul giornale di oggiย vi proponiamo solo una piccola parte dei tantissimi interventi dei nostri lettori sui diversi canali social di questo giornale, o inviati per e-mail. Giudizi accessibili a tutti, e in mezzo ai quali non mancano critiche anche dure al premier uscente, ma che sono in larghissima parte favorevoli a un prolungamento dellโesperienza di Conte a Palazzo Chigi. Che si sappia, Pd e 5S non ce lโhanno un nome piรน gradito di cosรฌ.