Vitalizi senza vergogna

Della vergognosa decisione di restituire il vitalizio al condannato per corruzione Formigoni ho già detto ieri tutto il male possibile.

Della vergognosa decisione di restituire il vitalizio al condannato per corruzione Formigoni ho già detto ieri tutto il male possibile (leggi l’editoriale di ieri). Oggi perciò ce n’è per la Commissione Contenziosa del Senato, l’organo che in virtù dell’autodichia – cioè il diritto di fare come gli pare – ha rimesso in mano all’ex Celeste un assegno da svariate migliaia di euro al mese, coperto dal solito popolo bue. Di questa Commissione fanno parte il presidente Caliendo, di Forza Italia, di cui si dice che non muova foglia che la Casellati non voglia, il leghista Pillon e l’ex M5S poi passata con la Lega Riccardi.

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Dunque una composizione tutta di destra, alla faccia dell’esito delle ultime elezioni ma anche di un equilibrio che non dovrebbe mai mancare nelle istituzioni di garanzia. Coperti d’ignominia
per aver premiato un signore che è costato centinaia di milioni alle casse dello Stato (così stabilisce la sentenza definitiva sulle mazzette delle cliniche Maugeri e San Raffaele di Milano) ieri i senatori della Commissione Contenziosa sono stati “riabilitati” da una supercazzola fatta filtrare da ambienti certamente a loro non ostili. Formigoni prenderà i soldi, e per par condicio tutti i condannati come lui, non per l’ennesimo privilegio della casta, ma per “colpa” della legge sul Reddito di cittadinanza, dove si esclude il beneficio solo per i condannati per mafia, terrorismo ed
evasione.

Ora non è dato sapere cosa c’entri il Reddito di cittadinanza con il vitalizio introdotto decenni prima che Grillo e Casaleggio inventassero i 5 Stelle, autori della norma nata per aiutare la povera gente e non chi ha preso illecitamente milioni. In ogni caso, in virtù dell’autodichia, con cui si sono sempre fatti i loro affari, i senatori non avevano alcun vincolo di legge, e pertanto sul regalo a Formigoni non hanno giustificazioni.

Come giustificazioni sull’operato dei loro parlamentari si sono ben guardati dal dare Berlusconi e Salvini, ma anche la Meloni. Segno che per le destre non c’è niente di male nel dare soldi pubblici ai corrotti, mentre gli italiani senza niente da mangiare si arrangino. Fosse stato per i partiti sovranisti e dintorni, il Reddito di cittadinanza era un pezzo che l’avevano dirottato chissà dove.

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