Messico, ucciso il boss ‘El Mencho’ durante un’operazione contro i narcos: scoppia la guerriglia, 26 vittime e aeroporti chiusi

El Mencho ucciso dall’esercito in Jalisco. Guerriglia, incendi e almeno 26 morti dopo il blitz contro il capo del Cjng.

Messico, ucciso il boss ‘El Mencho’ durante un’operazione contro i narcos: scoppia la guerriglia, 26 vittime e aeroporti chiusi

La storia del super boss messicano Nemesio Oseguera Cervantes, detto ‘El Mencho’, è finita sotto una pioggia di proiettili. Si chiude così la parabola del ricercato numero uno del Paese centroamericano, ritenuto il volto più feroce del narcotraffico messicano.

L’esercito lo ha colpito nel suo feudo, nello Stato di Jalisco. Un’operazione vasta, coordinata anche con Washington. E il Messico si è svegliato in guerra.

Il blitz a Tapalpa

Il ministero della Difesa parla di legittima difesa. I militari, impegnati in un’azione mirata nel comune di Tapalpa, sarebbero stati attaccati. Hanno risposto al fuoco. Quattro uomini del Cartello Jalisco Nueva Generación uccisi sul posto, altri tre feriti gravemente. Tra loro, il bersaglio grosso.

Sul capo del boss pendeva una taglia da 15 milioni di dollari fissata dagli Stati Uniti ai tempi di Donald Trump. Era l’obiettivo numero uno anche per il governo di Claudia Sheinbaum. Un nome che, per peso simbolico, regge il confronto con gli arresti di Ismael Zambada García e Joaquín Guzmán.

Ma la storia non si è fermata lì.

Strade in fiamme, 26 morti

La reazione è stata immediata. Blocchi stradali improvvisati, camion incendiati, raffiche nel buio. Il governatore Pablo Lemus ha attivato l’allerta rossa. E nel vicino Michoacán il collega Alfredo Ramírez Bedolla ha mobilitato pattuglie su tutto il territorio.

Il bilancio è pesante: almeno 26 morti. Tra le vittime, una donna al terzo mese di gravidanza e 17 uomini delle forze dell’ordine – quindici della Guardia Nazionale, un agente della Procura, una guardia carceraria. Otto i decessi sul fronte criminale. Ventisette gli arresti.

E non è solo una questione di numeri. È un segnale. Il potere del Cjng non evapora con un corpo a terra.

Effetto domino oltre confine

A Washington l’eliminazione è stata salutata come una vittoria. Il vicesegretario di Stato Christopher Landau ha parlato di “grande notizia”, pur ammettendo preoccupazione per il caos. Intanto le compagnie aeree – tra cui United Airlines e Delta Air Lines – hanno cancellato voli per Puerto Vallarta. Anche Air Canada ha sospeso collegamenti.

Al porto di Manzanillo, il più grande del Paese, le operazioni doganali sono state fermate. Un colpo all’economia, oltre che alla sicurezza.

Il punto è questo: quando cade un capo, il sistema trema. Ma non sempre crolla. I cartelli hanno una struttura quasi idraica – tagli una testa, ne spuntano altre. La sfida ora è capire se lo Stato saprà occupare il vuoto lasciato da El Mencho o se assisteremo a una nuova, feroce resa dei conti interna.