Ergastolo ostativo, la Consulta restituisce gli atti alla Cassazione

Dopo il decreto Meloni, la Corte Costituzionale restituisce gli atti relativi all'ergastolo ostativo alla Corte di Cassazione.

Ergastolo ostativo, la Consulta restituisce gli atti alla Cassazione

Dopo il decreto Meloni, la Corte Costituzionale restituisce gli atti relativi all’ergastolo ostativo alla Corte di Cassazione affermando che “la nuova legge incide direttamente sulle norme”. I giudici costituzionali erano stati chiamati nuovamente ad affrontare la questione di legittimità sollevata dalla Cassazione.

Dopo il decreto Meloni, la Corte Costituzionale restituisce gli atti relativi all’ergastolo ostativo alla Corte di Cassazione

“Dopo due rinvii – fa sapere in una nota la Consulta – disposti per concedere al legislatore il tempo necessario al fine di intervenire sulla materia, la Corte costituzionale ha nuovamente esaminato oggi, in camera di consiglio, le questioni di legittimità costituzionale, sollevate dalla Corte di Cassazione, sulla disciplina del cosiddetto ergastolo ostativo”.

“Oggetto di scrutinio – prosegue la Consulta – sono le disposizioni che non consentono al condannato all’ergastolo per delitti di contesto mafioso, che non abbia utilmente collaborato con la giustizia, di essere ammesso al beneficio della liberazione condizionale, pur dopo aver scontato la quota di pena prevista e pur risultando elementi sintomatici del suo ravvedimento”.

“In attesa del deposito dell’ordinanza – aggiungono dalla Consulta -, l’Ufficio comunicazione e stampa fa sapere che la Corte costituzionale ha deciso di restituire gli atti al giudice a quo, a seguito dell’entrata in vigore del decreto-legge 31 ottobre 2022, n. 162, che contiene, fra l’altro, misure urgenti nella materia in esame”.

“Le nuove disposizioni, infatti, incidono immediatamente e direttamente sulle norme oggetto del giudizio di legittimità costituzionale, trasformando da assoluta in relativa la presunzione di pericolosità che impedisce la concessione dei benefici e delle misure alternative a favore di tutti i condannati (anche all’ergastolo) per reati cosiddetti “ostativi”, che non hanno collaborato con la giustizia. Costoro sono ora ammessi a chiedere i benefici, sebbene in presenza di nuove, stringenti e concomitanti condizioni, diversificate a seconda dei reati che vengono in rilievo”.

“Gli atti vengono dunque restituiti alla Cassazione, cui spetta verificare gli effetti della normativa sopravvenuta sulla rilevanza delle questioni sollevate, nonché procedere a una nuova valutazione della loro non manifesta infondatezza” conclude la Corte Costituzionale.

Le nuove norme in materia di reati ostativi contenuti nel decreto legge approvato dal governo il 31 ottobre scorso sono “legittime” e “rispetto alla questione il legislatore governativo è stato pedissequo rispetto a ciò che ha stabilito la Corte costituzionale con la sua ordinanza del 2021”. È la posizione che è stata sostenuta dall’avvocato dello Stato, Ettore Figliolia, nel corso dell’udienza a Palazzo della Consulta, chiedendo che gli atti del procedimento fossero restituiti alla Cassazione.