Se qualcuno temeva un’estate sottotono, i numeri lo smentiscono. Le stime di Isnart-Unioncamere parlano di 171,8 milioni di presenze tra luglio e agosto 2026, con una crescita del 4,6% rispetto allo scorso anno e una componente estera in forte aumento. È il segnale di un turismo che non solo ha recuperato terreno, ma che continua ad allargarsi, nonostante un contesto economico fatto di inflazione e incertezze internazionali.
In questo quadro, l’Italia resta il baricentro delle vacanze: la maggioranza degli italiani sceglierà di restare nel Belpaese, complici i costi più prevedibili, la facilità di spostamento e la sensazione di sicurezza che offrono mete conosciute. A cambiare, piuttosto, è il modo di viaggiare: prenotazioni più flessibili, soggiorni meno “all inclusive” e più costruiti su misura, voglia di autenticità e di esperienze lontane dai cliché dei social.
Città d’arte: Roma, Venezia e le altre che non passano mai di moda
Roma e Venezia guidano la classifica
Se si guarda alle preferenze per l’estate 2026, le grandi città d’arte restano un pilastro. Roma continua a dominare, forte di un’offerta che va oltre il turismo classico: tra pellegrinaggi, itinerari spirituali e nuove mostre, la capitale intercetta sia il turismo religioso sia quello culturale più tradizionale. Venezia, dal canto suo, rimane tra le mete più richieste, spinta da una reputazione internazionale che non accenna a diminuire, nonostante i problemi legati al sovraffollamento e ai costi in crescita.
Secondo le analisi sul movimento turistico, il patrimonio storico-culturale continua a essere la prima motivazione di visita in Italia, indicato da circa il 35% dei turisti, italiani e stranieri. È un dato che conferma una tendenza evidente: chi ha qualche giorno di ferie da investire, spesso preferisce concentrarsi su città dove può combinare musei, eventi, buona cucina e spostamenti agevoli.
Le città “secondarie” che crescono
Accanto alle solite capitali del turismo, stanno crescendo centri che fino a pochi anni fa venivano considerati mete “di passaggio”. I dati di Isnart e i report di settore evidenziano il ruolo di città come Assisi, Pompei e San Giovanni Rotondo, che uniscono spiritualità, archeologia e turismo lento. Allo stesso tempo, località come Livigno si ritagliano uno spazio importante sul fronte del turismo sportivo estivo, tra trekking, bici e attività outdoor.
Queste destinazioni intercettano un pubblico che cerca esperienze specifiche: chi desidera cammini, chi vuole unire natura e cultura, chi punta a qualche grado in meno rispetto alla pianura. Per chi fa i conti con il budget, sono spesso una soluzione intermedia interessante: costi più gestibili rispetto ai grandi centri, ma comunque un’offerta ampia di alloggi, ristorazione e servizi.
Il ritorno dei borghi e della “villeggiatura”
Vacanze autentiche, lontano dalle cartoline perfette
Un altro trend chiave dell’estate 2026 è il ritorno dei borghi e della cosiddetta “villeggiatura”. Una ricerca commissionata da Airbnb e diffusa in anteprima da DOVE racconta che quasi un italiano su due considera il viaggio un’occasione per scoprire esperienze genuine, tradizioni locali, luoghi vissuti, lontani dall’estetica patinata dei social. In pratica, si cercano meno filtri e più vita vera: sagre, feste di paese, trattorie, artigiani, panorami non necessariamente instagrammabili ma capaci di restare impressi.
Questo si traduce in una crescita di destinazioni “lente”: piccoli centri collinari, borghi affacciati sui laghi, paesi a poca distanza dalle città ma con ritmi completamente diversi. Spesso si tratta di vacanze più brevi, magari ripetute durante l’estate, che permettono di spezzare la routine senza spostarsi troppo e senza affrontare costi fuori controllo.
Ville, case in affitto e vacanze condivise
Parallelamente cresce la domanda di ville, dimore di pregio e case in affitto, soprattutto per gruppi di amici o famiglie che scelgono di dividere spese e spazi. I dati diffusi da operatori specializzati come Emma Villas parlano di un incremento delle prenotazioni da parte degli italiani di circa il 9,5% per l’estate 2026 rispetto al 2025, con Toscana, Puglia e Umbria tra le regioni più gettonate per questo tipo di soggiorno. È il segno di una vacanza che torna a essere “di casa”, in senso letterale: cucine attrezzate, giardini, piscine, tempo condiviso lontano dagli hotel tradizionali.
La logica, alla fine, è semplice: più autonomia, più privacy, la possibilità di diluire le spese su più persone e di costruire il proprio ritmo quotidiano. In molte aree, questo modello convive con il turismo di prossimità: si affitta una casa in collina o vicino al lago e da lì ci si muove per visitare borghi, cantine, piccoli musei o per partecipare a eventi locali.
Mare low cost: Gargano, Toscana “smart” e Sud che resiste
Il Gargano e le altre coste convenienti
Sul fronte mare, la parola d’ordine di molti italiani resta “low cost”, o quantomeno “spesa sotto controllo”. Secondo una ricerca citata da Men’s Health Italia, tra le località di mare più convenienti del Paese per l’estate 2026 spicca Rodi Garganico, nel Gargano, dove si trovano ancora appartamenti a partire da 500–600 euro a settimana e un buon numero di spiagge libere. Un equilibrio quasi raro, tra mare di qualità, prezzi accessibili e un contesto ancora a misura d’uomo.
Accanto al Gargano, vengono spesso menzionate destinazioni come Castiglione della Pescaia in Toscana, Ortona in Abruzzo e le calabresi Tropea e Pizzo, considerate valide alternative per chi vuole contenere il budget senza rinunciare all’acqua pulita e ai servizi essenziali. Non sono mete “segrete” in senso stretto, ma in molti casi offrono un miglior rapporto qualità-prezzo rispetto alle località più blasonate delle stesse regioni.
Dal Nord al Sud: dove si cerca il risparmio
Le guide di viaggio e i portali di prenotazione segnalano, per il 2026, una buona tenuta delle mete balneari “classiche” come Riviera Romagnola, Salento, Costiera Amalfitana e Friuli-Venezia Giulia, che riescono a intercettare target diversi grazie a offerte modulabili. Chi viaggia con la famiglia guarda ai pacchetti all inclusive o alle strutture con servizi dedicati ai bambini, mentre coppie e gruppi di amici puntano su formule più flessibili, magari combinando mare e città d’arte.
Un elemento ricorrente, però, è la ricerca di maggiore prevedibilità: chi prenota in anticipo prova a bloccare prezzi ancora gestibili, chi si affida al last minute cerca soprattutto offerte interne all’Italia, dove i costi extra (spostamenti, assicurazioni, cambio valuta) sono ridotti al minimo. In molti casi, è proprio la possibilità di raggiungere la destinazione in auto o in treno a fare la differenza nella scelta finale.