Sette medaglie in un Ferragosto che l’atletica italiana ricorderà a lungo. Cinque arrivano dalla marcia al mattino, altre due dal salto triplo nella notte, ma, soprattutto, Birmingham vede Andy Diaz atterrare dove nessun italiano era mai arrivato: 18,15 metri. È oro europeo, nuovo record italiano e primo salto azzurro oltre il muro dei 18 metri.
Accanto a lui sul podio c’è Andrea Dallavalle, bronzo con 17,37. Sommando il doppio podio del triplo alle cinque medaglie conquistate poche ore prima nella marcia, l’Italia chiude il 15 agosto con sette medaglie nella sola giornata e porta il totale degli Europei di atletica 2026 a 17: otto ori, quattro argenti e cinque bronzi.
Andy Diaz oltre il muro: 18,15 e oro europeo
La misura che cambia la serata arriva già al secondo salto.
Dopo un primo tentativo nullo che lascia intravedere una misura enorme, Andy Diaz trova 18,15 metri. Il precedente primato italiano, 17,87, apparteneva sempre a lui ed era stato stabilito soltanto poche settimane prima agli Assoluti di Firenze. A Birmingham lo migliora di ben 28 centimetri.
Non è soltanto un record nazionale. Diaz diventa il primo italiano della storia a superare i 18 metri nel salto triplo e si avvicina alla zona più esclusiva della specialità. Il record mondiale resta il 18,29 del britannico Jonathan Edwards, realizzato nel 1995: tra quella misura e il salto dell’azzurro ci sono appena 14 centimetri. Il primato è ancora riportato come record mondiale da World Athletics.
E il 18,15 non è un episodio isolato nella gara di Diaz: al tentativo successivo atterra a 17,78, misura che da sola avrebbe già migliorato quasi tutti i risultati della sua carriera prima di questa stagione.
Davanti a una prestazione così, anche il portoghese Pedro Pichardo deve arrendersi. L’Italia conquista così un altro oro dopo quelli arrivati nei giorni precedenti e porta a otto il numero dei titoli continentali vinti a Birmingham.
Dallavalle completa il doppio podio nel triplo
La finale del triplo non è soltanto la gara di Diaz.
Andrea Dallavalle apre con 17,37 metri e si sistema immediatamente nelle posizioni da podio. Resiste fino alla fine e conquista il bronzo, completando un’altra doppietta azzurra dopo quelle già viste durante questi Europei.
Per l’Italia è il settimo podio della giornata e quello che porta il totale complessivo a quota 17.
Più sfortunata la finale di Simone Biasutti, costretto a fermarsi praticamente subito per un problema al bicipite femorale.
Crippa quarto nei 10.000: il bronzo sfuma nel finale
La serata avrebbe potuto regalare persino qualcosa in più.
Yeman Crippa chiude quarto nei 10.000 metri in 28:08.56, dopo essere rimasto a lungo nel gruppo che si gioca le medaglie.
Davanti lo svedese Andreas Almgren fa gara a sé e vince in 27:23.44. L’argento va allo svizzero Dominic Lobalu. Crippa entra nell’ultimo giro in lotta per il bronzo, ma ai 250 metri il campione mondiale francese Jimmy Gressier piazza l’accelerazione decisiva e chiude terzo in 28:07.90: meno di un secondo separa l’azzurro dal podio.
Francesco Guerra si ritira, mentre Pasquale Selvarolo termina ventesimo in 29:33.43.
Staffette, dal sogno della mattina alla delusione della finale
È, invece, amaro il finale delle 4×100.
La mattina aveva acceso grandi aspettative. La staffetta femminile con Alice Pagliarini, Gloria Hooper, Dalia Kaddari e Alessia Pavese aveva corso in 42.22, secondo tempo italiano di sempre e appena otto centesimi dal record nazionale. Quella maschile aveva conquistato la finale in 38.50.
Nella finale femminile Dosso, Hooper, Kaddari e Pavese chiudono quarte, alle spalle di Gran Bretagna, Svizzera e Polonia.
Ancora più sfortunata la gara degli uomini. Eric Marek, Fausto Desalu, Lorenzo Patta e Samuele Ceccarelli sono in corsa per il podio quando Ceccarelli si infortuna nell’ultima frazione e perde il testimone. L’Italia viene, quindi, squalificata.
Un epilogo amaro in una giornata che, però, aveva già consegnato agli azzurri sette medaglie.
Iapichino subito in finale, Cavalli avanza nei 1500
Ci sono poi risultati che non pesano ancora sul medagliere, ma che preparano l’ultima giornata.
Larissa Iapichino impiega un solo salto per qualificarsi alla finale del lungo: 6,94 metri, con vento leggermente oltre il limite (+2,2). Domenica alle 21.05 tornerà in pedana per giocarsi le medaglie.
Avanza anche Ludovica Cavalli nei 1500 metri, quarta nella propria batteria. Eliminata, invece, Gaia Sabbatini.
Nell’alto femminile Asia Tavernini chiude settima e Idea Pieroni tredicesima. Giovanni Frattini è nono nel giavellotto con 76,56, mentre Pietro Arese termina undicesimo nei 1500 in 3:38.15. Sveva Gerevini è nona nell’eptathlon con 6371 punti, a 42 punti dal proprio record italiano.
Europei atletica 2026, Italia a 17 medaglie
Dopo sei giornate il conto azzurro arriva dunque a:
8 ori
4 argenti
5 bronzi
17 medaglie complessive
Soltanto il 15 agosto ne porta sette:
3 ori – Stano, Fiorini, Diaz
2 argenti – Fortunato, Mihai
2 bronzi – Cosi, Dallavalle.
Ed è forse la combinazione dei risultati a raccontare meglio la giornata: un record mondiale nella marcia, un record europeo nella marcia e un 18,15 nel triplo che avvicina Diaz alla misura più lunga mai saltata da un uomo.