Facendo i Conti sono 60. Compleanno tondo per il campione del mondo 1982. Quel maledetto rigore col Liverpool l’unico neo

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Zoff, Gentile, Cabrini, Oriali, Collovati, Scirea; Conti, Tardelli, Rossi, Antognoni, Graziani. Ct Bearzot.
Tancredi; Nela, Vierchowod, Di Bartolomei, Maldera; Prohaska, Falcao, Ancelotti; Conti, Pruzzo, Iorio. All. Liedholm. Basta ricordare a memoria queste due formazioni per spiegare a tutti chi è Bruno Conti, l’ala di Nettuno che oggi compie 60 anni. Campione del Mondo con l’Italia nel 1982 e scudetto con la Roma l’anno dopo. Per un soffio non centrò il clamoroso triplete la stagione seguente, quando il 30 maggio 1984 all’Olimpico la Roma perse ai rigori la finale della Coppa dei Campioni contro il Liverpool. E purtroppo a sbagliare i tiri dal dischetto furono Bruno Conti e Ciccio Graziani, i due beniamini dei tifosi giallorossi, assieme a Falcao (che si rifiutò di tirare il rigore) e Pruzzo, che non si presento sul dischetto perché sostituito durante la finale per un attacco di dissenteria. Per Bruno Conti quella serata è stata la sua più grande delusione di una gloriosa carriera. Che lo vide scudettato anche da ragazzo con le squadre giovanili.

DAL VIVAIO CON FURORE
Frutto del vivaio, assieme ad Agostino Di Bartolomei, conquistò presto la prima squadra. Con la maglia giallorossa, oltre allo scudetto, ha vinto cinque Coppe Italia. Ma per i tifosi giallorossi c’è un altro momento indimenticabile di Bruno Conti. 16 marzo 2005, Fiorentina-Roma, ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia. Dopo i fallimenti di Prandelli, Voeller e Del Neri, tocca a Conti debuttare sulla panchina della Roma: La prima volta sulla panchina dei grandi. All’andata 1-0 per la Roma con gol di De Rossi. Ma al Franchi la squadra giallorossa è largamente rimaneggiata. In porta c’è un ragazzino, Curci. Si va ai supplementari. La Roma resta in 10, espulso Ferrari. I rigori. Sbaglia Cassano, ma Curci para su Miccoli. Segna Scurto, difensore centrale che proprio dal settore giovanile di Conti era venuto fuori, la Roma passa. Bruno si scatena e corre verso la curva come se avesse 20 anni e non 50. Una gioia incredibile. Come quando vinse il Mundial e lo scudetto. Alla sua partita di addio allo Stadio Olimpico (23 maggio 1991) ci furono più di 80 mila paganti. Più della finale di Coppa Uefa tra Roma e Inter che si giocò il giorno prima. E che la Roma perse, come da tradizione allo Stadio Olimpico. Nella Nazionale azzurra di Enzo Bearzot ha esordito nel 1980 e ha giocato 47 volte, segnando 5 reti.