Fake News, quando la verità pubblica viene piegata dalle bugie

Esce "Verosimile", il libro del giornalista di La7 Andrea Pennacchioli: un viaggio nel nuovo dibattito pubblico influenzato dalle fake news.

Fake News, quando la verità pubblica viene piegata dalle bugie

Dalle bufale spacciate per verità all’incredibile ritorno di Donald Trump, dal potere dei tecnocrati alla debolezza della politica, fino alla polarizzazione prodotta dai social network e dall’intelligenza artificiale. Arriva in libreria “Verosimile” del giornalista e conduttore di Omnibus (La7) Andrea Pennacchioli, un viaggio lucido e spietato dentro la grande trasformazione del dibattito pubblico contemporaneo e della comunicazione.

In un’epoca in cui i fatti obiettivi sembrano contare sempre meno rispetto alle convinzioni personali, Pennacchioli racconta come la realtà sia diventata terreno di manipolazione, spettacolo e consenso emotivo. Il libro parte dalla definizione di “post-verità”, per ricostruire la linea che collega fenomeni apparentemente distanti. Dal populismo emotivo alla comunicazione politica di Trump e Silvio Berlusconi; dalla crisi del giornalismo tradizionale all’ascesa dell’infotainment e delle nuove applicazioni dell’intelligenza artificiale. “Verosimile” (in libreria dal 19 giugno per Paesi Edizioni), analizza le radici profonde delle fake news e la loro forza politica.

Le fake news tra algoritmi, piattaforme e Ia

Come sottolinea Enrico Mentana nella prefazione, il libro affronta il concetto di “fake inaffondabile”, ovvero menzogne che, a differenza delle vecchie “bufale di Stato”, non si esauriscono dopo essere state smascherate. Resistono, circolano, si adattano. Al centro del volume c’è una domanda cruciale per la democrazia contemporanea: che cosa resta del dibattito pubblico quando il confine tra vero e falso si dissolve? Pennacchioli osserva il ruolo degli algoritmi, delle piattaforme digitali e dell’Ia nella costruzione di nuove bolle informative, capaci di deformare la percezione della realtà e trasformare ogni tema in un campo di battaglia identitario.