Fedez, l’attacco alla Lega e alla Rai per il concerto del primo maggio: “Hanno cercato di censurarmi”

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La polemica di Fedez contro la Lega e Rai3 irrompe nel concerto del primo maggio. Viale Mazzini fronteggia l’accusa di averlo sottoposto a censura preventiva. La Lega è finita nel mirino del cantante in particolare per le posizioni omofobe e per l’ostruzionismo al DDL Zan.

Fedez, l’attacco alla Lega e alla Rai per il concerto del primo maggio: “Hanno cercato di censurarmi

Fedez è andato sul palco e quel monologo lo ha fatto come lo aveva preparato: “me ne assumo ogni responsabilità”, rivendicando la libertà di espressione di un artista sul palco. Salvini, dal canto suo, aveva intimato in mattinata che non ci fossero comizi di sinistra, “Il concertone costa circa 500.000 euro agli italiani, sarebbero fuori luogo”. Anche in questo caso, pronta la risposta di Fedez: “Vado gratis e pago i miei collaboratori che non lavorano da 1 anno”.

Ma anche qui la risposta di Fedez non si è fatta attendere: “Il suo partito ci è costato 49 milioni di euro”, ha scritto in un tweet. ”Io vado al concertone a gratis – scrive Fedez – e pago i miei musicisti che non lavorano da un anno e sul palco vorrei esprimermi da uomo libero senza che gli artisti debbano inviare i loro discorsi per approvazione preventiva da voi politici”.

La censura tentata della Rai

Prima in un video su Instagram Fedez aveva denunciato che il suo intervento la Rai l’aveva messo sotto approvazione. “È la prima volta che mi succede di dover inviare il testo di un mio intervento perché venga sottoposto ad approvazione politica. Approvazione purtroppo che non c’è stata in prima battuta o meglio, dai vertici di Rai3 mi hanno chiesto di omettere dei partiti e dei nomi e di edulcorare il contenuto. Ho dovuto lottare un pochino, ma alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente. Come ci insegna il Primo Maggio, nel nostro piccolo dobbiamo lottare per le cose importanti. Ovviamente da persona libera mi assumo tutte le responsabilità e le conseguenze di ciò che dico e faccio”.

Prima  la Lega in un comunicato aveva messo le mani avanti: “Se Fedez userà a fini personali il concerto del 1 maggio per fare politica, calpestando il senso della festa dei lavoratori, la Rai dovrà impugnare il contratto e lasciare che i sindacati si sobbarchino l’intero costo dell’evento”. “Questo comunicato prima ancora che io salga sul palco è da brividi. Un artista può esprimere liberamente le sue idee su un palco? O deve passare al vaglio della politica?”, è la replica dell’artista.

Il video-denuncia di Fedez sulla censura della Rai

In serata Fedez pubblica sui social un video che riprende la telefonata con Raitre sul testo preparato per la sua esibizione al concertone del 1 maggio. “La Rai smentisce la censura – scrive il rapper sui social – Ecco la telefonata intercorsa ieri sera dove la vice direttrice di Rai 3 Ilaria Capitani insieme ai suoi collaboratori mi esortano ad ‘adeguarmi ad un SISTEMA’ dicendo che sul palco non posso fare nomi e cognomi”.

La telefonata pubblicata dal rapper parte con una frase del suo interlocutore: “Non è editorialmente opportuno in quel contesto…”. “Editorialmente?? – interrompe bruscamente Fedez – Io sono un artista, io salgo sul palco e dico quello che voglio e mi assumo le responsabilità di ciò che dico. Le asserzioni che riporto nel mio testo sono consiglieri leghisti che dicono ‘se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno’, perche’ non posso dire che un consigliere leghista in pubblica piazza ha detto che un figlio gay lo brucerebbe nel forno? Perché non posso dirlo??”.

L’interlocutore risponde: “Le sto chiedendo soltanto di adeguarsi ad un sistema che lei probabilmente non riconosce…”, a questo punto Fedez interrompe nuovamente e chiede: “E qual e’ questo sistema? Visto che non lo riconosco mi rappresenti questo sistema”. La telefonata prosegue con un’altra domanda da parte dell’ex giudice di X-Factor: “Qual è la parte incriminata che a voi non sta bene nel testo”, e il suo interlocutore Rai risponde “Tutte le citazioni che lei fa, con nomi e cognomi, non possono essere citate”.

“Perché? Non sono vere? – chiede Fedez – Avete verificato se sono vere?”. “A prescindere – risponde il collaboratore della vicedirettrice di Rai3 – possono essere dette in contesti che non sono quelli che lei…”; “Ah si?? – interrompe nuovamente Fedez – quindi dire ‘avessi un figlio gay lo brucerei nel forno’ messo in un contesto diverso assumerebbe un significato diverso, mi sta dicendo?”. “Non è il contesto corretto”, insiste chi parla per conto Rai. “Ma chi lo stabilisce?? – risponde il rapper – Io sul palco devo essere libero di dire il c… che voglio, non lo stabilisce lei cosa posso o non posso dire”.

A questo punto cambia l’interlocutore, Fedez parla direttamente con Ilaria Capitani, vicedirettore di Rai3, la quale dire “Io ritengo inopportuno il contesto”. Ma Fedez le replica “Io posso dire quello che voglio visto che non è un contesto di censura. Posso salire sul palco e dire delle cose che per voi sono inopportune ma per me sono opportune? E’ una domanda semplice, si o no?”. “Dite che questo palco rappresenta la riapertura e il futuro – incalza Fedez – nel vostro futuro i diritti civili sono contemplati oppure no?”, “Assolutamente si”. Le stories di Fedez e la telefonata si concludono con un “Sono imbarazzato per voi” da parte del rapper.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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