Fermato a Bari un algerino coinvolto nella strage al Teatro Bataclan. È legato all’Isis e secondo l’Antiterrorismo stava per tornare in Francia

Attentato Bataclan
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La Polizia ha fermato a Bari un algerino di 36 anni, Athmane Touami, con l’accusa di partecipazione all’associazione con finalità di terrorismo internazionale Isis/Daesh. L’indagato, secondo quanto è emerso nel corso delle indagini, era stato indottrinato a Londra. Le indagini sul conto dell’algerino sono state condotte dagli investigatori della Digos, supportati da personale del Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione/Ucigos, nell’ambito dell’attività di monitoraggio degli ospiti del Centro di Permanenza Rimpatrio Bari-Palese.

Touami, proveniente dal Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Torino e già destinatario di provvedimento di espulsione del Prefetto di Milano il 23 dicembre 2018, era stato arrestato nel capoluogo lombardo per reati contro il patrimonio; inoltre, era segnalato in ambito Schengen ed Interpol dalle autorità britanniche e francesi per “attività correlate al terrorismo”.

Nel corso delle indagini delegate alla Digos dalla Direzione distrettuale antimafia, è emersa la volontà dell’algerino di ritornare in Francia. Prima che decorressero i termini massimi di permanenza nel Centro, la Dda di Bari, il 18 giugno 2019, aveva disposto il suo fermo per i reati di uso, detenzione e fabbricazione di documenti falsi e contraffatti. Reati per i quali era stato condannato, in primo grado, con sentenza del 17 marzo 2020, a 2 anni e 8 mesi di reclusione e in secondo grado, il 28 gennaio scorso, a 2 anni di reclusione.

Le ulteriori indagini condotte dall’Antiterrorismo, effettuate sia con intercettazioni ambientali nella Casa circondariale di Bari, sia analizzando il cellulare sequestrato all’algerino, ma anche grazie al Coordinamento di Eurojust, coinvolgendo le autorità francesi e belghe, hanno permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagato “circa la sua responsabilità in ordine al reato di partecipazione all’organizzazione terroristica Isis e la sua diretta attività di supporto agli autori degli attentati terroristici” del 13 novembre 2015 al teatro Bataclan di Parigi, che causò 90 vittime tra cui l’italiana Valeria Solesin, allo Stade de France e nel I, X e XI arrondissement.

Per tutto questo la Direzione distrettuale antimafia di Bari ha emesso nei confronti dell’algerino un nuovo provvedimento di fermo per partecipazione all’associazione terroristica internazionale Isis-Daesh, fermo convalidato il 5 marzo scorso dal gip, con la contestuale applicazione della misura cautelare in carcere.