Fini(to) a processo. L’ex presidente della Camera a giudizio per riciclaggio. Rischiano grosso anche la sua compagna Elisabetta Tulliani, il fratello Giancarlo, il padre Sergio e il re delle slot Corallo

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Gianfranco Fini è stato rinviato a giudizio per riciclaggio.  Il processo inizierà il prossimo 30 novembre. Oltre all’ex presidente della Camera andranno a processo anche la sua compagna Elisabetta Tulliani, il fratello Giancarlo, attualmente a Dubai, il padre Sergio e il ‘re delle slot’ Francesco Corallo.

Le persone rinviate a giudizio sono ritenute, a vario titolo, capi e partecipi di un’associazione per delinquere a carattere transnazionale, dedita ai reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Il profitto illecito dell’associazione sarebbe stato impiegato da Corallo in attività economiche e finanziarie, in acquisizioni immobiliari, e destinato anche ai membri della famiglia Tulliani che avrebbero ricevuto attraverso le loro società offshore, enormi trasferimenti di denaro disposti da Corallo ed operati da Rudolf Baesten, privi di qualsiasi causala o giustificati con documenti contrattuali fittizi, avrebbero trasferito e occultato, con frazionamenti e movimentazioni ad hoc, il profitto illecito del gruppo utilizzando conti accesi in Italia e all’estero.

Nel mirino ci sono quindi tutta una serie di vorticose operazioni. Per quanto riguarda i Tulliani sono finiti sotto la lente 2,4 milioni di euro che Sergio Tulliani avrebbe trasferito ai figli, Elisabetta e Giancarlo, dopo averli ricevuti da Corallo. Secondo gli inquirenti, il denaro, reimpiegato in acquisizioni immobiliari a Roma e provincia, arrivò da Corallo in coincidenza dell’approvazione del decreto 78/2009 che rinnovò la disciplina del settore del gioco d’azzardo a vantaggio delle società finite nell’inchiesta.

Al centro delle indagini che hanno portato al processo c’è anche l’ormai celebre vendita della casa di Montecarlo, lasciata in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale. L’abitazione sarebbe stata acquistatada Giancarlo Tulliani attraverso società off-shore con i soldi dell’imprenditore Corallo. Quest’ultimo è accusato di associazione per delinquere finalizzata al peculato, riciclaggio ed evasione fiscale. L’operazione risale all’anno 2008 e fu conclusa con circa 300mila euro. Ceduta nel 2015 fruttò un milione e 360mila dollari. Rinviati a giudizio anche altri cinque indagati tra i quali l’esponente di Forza Italia Amedeo Laboccetta.

“Siamo convinti che riusciremo a dimostrare l’estraneità di Gianfranco Fini all’esito dell’istruttoria dibattimentale. Il gup ha rinviato tutti a giudizio ritenendo che la vicenda, così complessa e articolata, anche alla luce di quanto argomentato da noi difensori, sia meritevole di essere sottoposta al vaglio del tribunale”, ha detto il difensore di Fini, l’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi.

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