Finlandia e Svezia nella NATO: perché la Turchia si oppone alla domanda di adesione?

Finlandia e Svezia nella NATO: per quale motivo la Turchia di Erdogan si oppone alla domanda di adesione dei due Paesi nordici?

Finlandia e Svezia nella NATO: per quale motivo la Turchia di Erdogan si oppone alla domanda di adesione dei due Paesi nordici?

Finlandia e Svezia nella NATO: perché la Turchia si oppone alla domanda di adesione?

Finlandia e Svezia nella NATO: l’ostilità di Erdogan e il no della Turchia

Ankara “non dirà di sì” alla richiesta di adesione di Finlandia e Svezia nella NATO: è quanto riferito dal presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan e riportato dai media locali. In particolare, la stampa turca ha citato le seguenti parole pronunciate dal leader: “La nostra unica aspettativa da parte degli alleati della NATO è prima di tutto capire la nostra sensibilità, rispettarla e infine sostenerla”.

Erdogan, inoltre, ha chiesto che i due Paesi non supportino i gruppi terroristici che si configurano come una “minaccia diretta” per la sicurezza nazionale della Turchia.

Per chiarire la sua ostilità alla domanda di adesione dei Governi di Helsinki e di Stoccolma all’Alleanza Atlantica, poi, il leader di Ankara ha dichiarato: “La Turchia non cederà sul no, sono un vivaio di organizzazioni terroristiche”.

Perché la Turchia si oppone alla domanda di adesione? Il problema del sostegno a Pkk e Ypg

Per quanto riguarda la NATO, la Turchia è uno dei membri più importanti dell’Alleanza Atlantica. Ad Ankara, infatti, si trova il secondo esercito dopo quello degli Stati Uniti d’America e detiene il ruolo di scudo del fianco orientale del sistema di difesa.

La Turchia, poi, è l’unico Stato che ha ancora un canale di dialogo aperto sia con Mosca che con Kiev in relazione al conflitto russo-ucraino. Sin dallo scoppio della guerra in Ucraina, infatti, il presidente Erdogan si è più volte offerto di ospitare un incontro tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky.

Sull’ingresso di Finlandia e Svezia nella NATO, quindi, il presidente turco ha ripetutamente chiesto ai due Paesi scandinavi delle “garanzie di sicurezza” che si traducono nello stop all’embargo alle esportazioni di armi e lo stop al sostegno mostrato entro i rispettivi confini ai curdi del Pkk, organizzazione contro la quale Ankara è in guerra dal 1984.

Sulla questione, si è espresso anche il ministro degli Esteri Turco, Mevlut Cavasoglu, che in occasione del vertice tenuto a Berlino ha dichiarato: “Parliamo di due Paesi che sostengono apertamente il Pkk e Ypg (curdi siriani che controllano la Rojava nel nord Siria). Organizzazioni terroristiche che attaccano le nostre truppe tutti giorni e questo rende la richiesta inaccettabile e oltraggiosa. Ne discuteremo con gli alleati NATO e con i due Paesi interessati”.

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