Formigli promette Piazzapulita. Reportage, candid camera e il linguaggio delle Iene. Così cambia il giovedì di La7 del dopo Santoro

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Stando alle premesse, finalmente vedremo un talk senza i soliti noti seduti nel parterre degli ospiti. Ovviamente ci riferiamo a Camusso, Landini, Bersani, Salvini, ma anche al pollaio dei renziani. Corrado Formigli ha promesso di fare Piazzapulita. Di rompere il cerchio delle poltrone che caratterizzano i talk politici in tv, alle prese con un calo di ascolti, dovuto all’inflazione in prima serata. Perché chi vede i talk è più o meno la stessa fetta di pubblico, solo che da qualche tempo a questa parte si divide tra i competitor. Anche Formigli avrà il suo nemico nella gara degli ascolti. Si tratta di Virus di Raidue condotto da Nicola Porro, che la scorsa settimana è stato il talk con lo share più alto.

LE NOVITÀ
Formigli e gli autori hanno cambiato lo studio di Piazzapulita. Uno studio senza confini, aperto e non perimetrato dalla zona poltrone, con le telecamere in azione in più parti. Reportage degli inviati, candid camera tra la gente, un linguaggio nuovo, più diretto. Stile Iene per intenderci. Non a caso è stata ingaggiata nella squadra degli autori un’ex Iena, Alessandra Frigo. E poi c’è il Renzometro. Una rubrica che ha il compito di monitorare le promesse fatte dal governo. Quelle mantenute, quelle dimenticate e quelle in lavorazione.

SANTORO
«Da tempo non ho più rapporti con Michele Santoro, non ci sentiamo più». Detto da uno dei suoi pupilli più rappresentativi suona un po’ strano, eppure è così. Formigli quest’anno ha preso il posto che tradizionalmente è sempre spettato al teletribuno. Ma i due non si sono nemmeno scambiati gli imbocca al lupo.

PRIMA PUNTATA
Gli inviati hanno realizzato reportage dai confini più caldi che vedono arrivare migliaia di migranti. Quindi la serata di esordio sarà tutta dedicata ai rifugiati. Ospiti il ministro Gentiloni, Gino Strada, Oliviero Toscani, Paolo Mieli, Alessandro Sallusti. Inoltre Formigli ha fatto un appello a Papa Francesco, di guardare quando avrà tempo il servizio shock su come le chiese accolgono i migranti. Intanto stasera lo vedranno i telespettatori.

RENZI
«Ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni sulla tv – dice Formigli – ma quello che penso è che quando il presidente del Consiglio critica il singolo talk show, non è un cittadino normale, ma è un premier, quindi ha più strumenti per intervenire. Se volesse. Sarebbe più opportuno non fare delle critiche generiche, come quando in passato criticò una nostra puntata con un tweet. Lo stesso discorso vale per qualsiasi esponente politico. Esistono altri strumenti per dire nel dettaglio quali cose false sono state dette, come quello della rettifica o, in casi più gravi, della querela».