Forza Italia non s’ha da fare. Giovanardi minaccia il Cav. L’ex Dc: il Pdl non si tocca altrimenti è scissione. Far decadere Silvio? Sarebbe una mascalzonata

di Vittorio Pezzuto

«Il gruppo al Senato lo facciamo perché Forza Italia non verrà accolta nel Ppe, lo dice pure la Merkel. Sarà un partito con delle caratteristiche incompatibili con i popolari europei» aveva annunciato Carlo Giovanardi a “La Zanzara” prima che la tragedia del barcone incendiatosi a Lampedusa imponesse un giorno di tregua all’interno del Pdl.
Ci scusi, ma ai vecchi tempi Forza Italia non faceva già parte dei Popolari europei?
«Ma che vuol dire? Il tempo passa e la situazione politica nel frattempo si è evoluta».
E dire che Berlusconi ha accettato la vostra linea proprio per evitare una scissione interna…
«Guardi, dipende tutto dalla solita questione. Se qualcuno s’intestardisce a fondare Forza Italia è normale che il sottoscritto, e con me tanti altri, non abbia altra scelta se non quella di formare un secondo partito nel centrodestra».
Gli eletti del Pdl avrebbero dovuto dimettersi in massa come reazione alla decisione della Giunta delle elezioni del Senato di far decadere il vostro leader…
«Quella proposta era una stupidaggine totale. E infatti mi sono rifiutato di aderirvi».
Vero. Ma che pensa allora di coloro che quella firma l’hanno messa?
«Mah, credo che si sia trattato di un equivoco».
Un equivoco?!
«Senta, i miei colleghi pensavano che non fosse altro che un gesto dimostrativo, senza conseguenze pratiche. Poi qualche ora dopo si è addirittura passati alle dimissioni irrevocabili dei nostri ministri e questo nuovo errore ha messo in moto un meccanismo che ha portato alla crisi del governo Letta».
Si ha però l’impressione che la vostra operazione nasca da lontano, che sia stata studiata a tavolino da almeno un anno, quando molti ragionavano di una leadership di Mario Monti. E che il suo rinvio sia stato deciso quando avete capito che Berlusconi poteva ancora assicurare milioni di voti e quindi la rielezione di tutti voi.
«Senta, non so come dirglielo: non sono stato io a decidere di fare Forza Italia! Una mattina scopro che viene cancellato il Pdl. E io che ne sono cofondatore cosa avrei dovuto fare, se non oppormi a questo errore? Non mi faccio cambiare nome e cognome».
Ma i dissidenti di oggi hanno assistito in silenzio a quella decisione.
«Forse pensavano e speravano che le cose si sarebbero evolute in maniera diversa. Anche perché i cosiddetti falchi, si sa, non sono certo in sintonia con quanto pensa la maggioranza degli aderenti al Pdl».
Sta forse dicendo che il Cavaliere si è fatto influenzare da loro senza calcolare bene le conseguenze di quella decisione?
«È evidente. Ma è un uomo intelligente e capace e ha capito in tempo utile l’errore».
Per consolarsi del fatto di ritrovarsi ancora insieme al governo con Berlusconi, la sinistra sostiene che quella che conta non è la vasta maggioranza numerica ma quella qualificata già raggiunta con i vostri 23 voti.
«Beh, un osservatore esterno non può che convenire sul fatto oggettivo che le nostre firme erano in effetti sufficienti a mantenere in vita il governo Letta».
Significa che la vostra pattuglia avrà d’ora in poi un peso maggiore nelle scelte dell’esecutivo?
«Significa soltanto che mi auguro da adesso, e per i prossimi due anni, tutto il partito si impegnerà compatto per la riuscita delle larghe intese».
Non sarà che la pacificazione nazionale è possibile solo rimuovendo il cadavere politico di un leader che in questi anni – pur tra mille errori e contraddizioni – ha incarnato la speranza di una rivoluzione liberale?
«Ma che dice… Berlusconi è vivissimo come non mai! Semmai il problema è evitare che il Parlamento compia una vera e propria mascalzonata, lacerando il Paese con una discussione surreale. Soprattutto perché qualche giorno dopo, per la precisione il 19 ottobre, sarà la stessa Corte di Appello di Milano a decidere la sua decadenza dai pubblici uffici. Mi chiedo allora che senso abbia compiere una scelta politica così cruenta nei suoi confronti».
E come intendete reagire se la mascalzonata, nonostante tutto, venisse compiuta lo stesso?
«Mah, vedremo…».