Francesco stoppa i tariffari in Chiesa

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dalla Redazione

Un Papa rivoluzionario. E per certi versi scomodo anche per la Chiesa stessa. Interventi mai scontati e già per questo rivoluzionari. Non ultimo quello odierno a San Marta: “Quante volte vediamo che entrando in una chiesa, ancora oggi, c’è lì la lista dei prezzi per il battesimo, la benedizione, le intenzioni per la Messa. E il popolo si scandalizza”. Insomma stop ai sacramenti a pagamento. Bergoglio ha poi raccontato un episodio a cui ha assistito personalmente: “Ero con un gruppo di universitari e voleva sposarsi una coppia di fidanzati: erano andati in una parrocchia ma volevano farlo con la messa. E lì, il segretario parrocchiale ha detto: ‘No, no: non si può’. ‘Ma perché non si può con la messa? Se il Concilio raccomanda di farlo sempre con la messa’. ‘No, non si può, perché più di 20 minuti non si può’. ‘Ma perché?’. ‘Perché ci sono altri turni’. ‘Ma, noi vogliamo la messa!’. ‘Ma pagate due turni!’. E per sposarsi con la Messa hanno dovuto pagare due turni. Questo è peccato di scandalo”. Dopo le parole di Francesco è arrivata la replica del cardinale Angelo Bagnasco: “I sacramenti non sono pagati in nessun modo”, ha detto il presidente della Cei, “Le offerte che i fedeli intendono dare in forma libera sono un modo per contribuire alla necessità materiali della Chiesa”. E nel pomeriggio, inaspettato, o quanto meno non annunciato, è arrivato l’incontro di Bergoglio con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.