Gabriele D’Annunzio, l’uomo che inventò se stesso: documentario sul poeta in tv e curiosità sulla sua vita

Gabriele D'Annunzio, l'uomo che inventò se stesso: il documentario va in onda sui canali Rai e racconta la vita del poeta.

Gabriele D’Annunzio, l’uomo che inventò se stesso: è un documentario sul poeta che va in onda sui canali Rai in prima serata giovedì 23 giugno 2022. Tante le curiosità si raccontano sulla vita privata del poeta “lussurioso”.

Gabriele D’Annunzio, l’uomo che inventò se stesso: documentario sul poeta in tv e curiosità sulla sua vita

Gabriele D’Annunzio, l’uomo che inventò se stesso: documentario sul poeta in tv

“D’Annunzio, l’uomo che inventò sé stesso” è documentario che va in onda su Rai3 giovedì 23 giugno 2022 in prima serata. La Rai nel presentare il programma televisivo scrive che “il documentario propone una rilettura in chiave contemporanea e pop del poeta vate, illuminando la sottile filigrana del tempo che lega la nostra società a uno dei personaggi più discussi del secolo scorso”.

Il racconto è affidato a Giordano Bruno Guerri ma ci sono anche le voci dei ragazzi di oggi, che tentano di paragonare l’autore del Piacere ai protagonisti della politica contemporanea. La visione sarà disponibile in streaming sul sito o tramite l’app RaiPlay. Il racconto sul poeta partirà da Pescara al Collegio Cicognini di Prato, dove fu mandato dal padre che aveva già visto in lui grandi doti. Spazio per le raccolte di poesie, i primi anni a Roma e il successo nella borghesia italiana di fine Ottocento. Impossibile dimenticare poi il lusso degli amori mutevoli e disinvolti. Sarà occasione per scoprire o riscoprire le figure di Isadora Duncan e Luisa Casati, la moglie Maria Hardouin di Gallese e l’amante Luisa Baccara.

Curiosità sulla sua vita

Molto chiacchierata era la stravaganza del poeta: infatti, una curiosità molto dibattuta, soprattutto dai giovani, riguarda la storia che si fece levare due costole per soddisfare i suoi piaceri, in verità l’autore non fece mai nulla del genere.

D’Annunzio era ferito ferito gravemente all’occhio destro ma nel 1918 non gli impedì di attraversare Vienna con un aereo e lanciò più di 400.000 volantini per invitare i viennesi ad insorgere, fu un forte segno politico trasformato in opera d’arte. Diverse sono le parole da lui coniate ed utilizzate ancora oggi: dal termine scudetto applicato alle divise degli italiani a Vigili del fuoco passando per tramezzino.

Molti sottolineano la sua appartenenza al fascismo ma pochi sanno che definì Hitler come un “ridicolo Nibelungo truccato alla Charlot”, un “Attila imbianchino” o un “pagliaccio feroce”

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