Giorgia Meloni vuole diventare premier (povero Salvini). “Sono pronta a fare quello che gli italiani mi chiedono di fare comprendendone la responsabilità”

Reddito di cittadinanza Salvini Meloni
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“Mi preparo a governare la Nazione”. Giorgia Meloni, in ascesa nei sondaggi con Fratelli d’Italia e ormai sempre più vicina alla Lega, parla a Mezz’ora in più su RaiTre. E su un incarico eventuale da premier non si sottrae. Anzi, rilancia.

Giorgia Meloni vuole diventare premier (povero Salvini)

“Sono pronta a fare quello che gli italiani mi chiedono di fare comprendendone la responsabilità. Mi tremerebbero le mani, ma cosa farei a fare politica se non fossi pronta a confrontarmi con le sfide?”, dice. E non manca di mandare un messaggio, pur dicendo che presto governe- ranno insieme il Paese, agli alleati del suo schieramento politico. “Il centrodestra non è affatto diviso, i rapporti tra me e Salvini sono costanti, ci sentiamo, poi può esserci la settimana sbagliata. Certo le continue ricostruzioni giornalistiche non aiutano, ma poi ci sentiamo e ci ridiamo
su. Ci si gioca parecchio”, fa sapere con molta diplomazia.

Eppure è chiaro che se la sua leadership è in ascesa, è in declino quella di Matteo Salvini. Che per questo vuole andare alle elezioni al più presto. Perché sente l’aria del sorpasso di Fratelli d’Italia e vuole fermare la corsa di Meloni. Non a caso la leader di Fratelli d’Italia è più freddina su Mario Draghi al Quirinale “Per quello che mi riguarda è una scelta non fatta in maniera decisiva. A favore di Draghi c’è il fatto che si andrebbe a votare e che la persona ha un profilo di autorevolezza. Io non ho elementi per dire che è la persona che FdI potrebbe sostenere». Sull’esecutivo Meloni conferma il giudizio negativo che mantiene Fratelli d’Italia convintamente all’opposizione.

Matteo e Giorgia, fratelli coltelli

“Per ora il giudizio sul governo non è positivo. Sul tema della pandemia, chiusure, ri- stori e scelte economiche è in tragica continuità con il go- verno precedente se non ad- dirittura più rigido. No, non ho nostalgia di Conte, ma mi aspettavo qualcosa di decisa- mente meglio e più coraggio- so da Draghi, non tanto dalla sua maggioranza. Per la sua autorevolezza pensavo a iniziative più coraggiose».

Infine, c’è il discorso delle prossime elezioni amministrative su cui il centrodestra, tra dinieghi e resistenze varie, non riesce a trovare i candidati da schierare, in particolare a Milano e Roma. «Bertolaso non ha ancora risposto — osserva la presidente di Fratelli d’Italia —. Albertini credevo fosse orientato verso il sì. Ci sono altre opzioni, aspetto di incontrare Salvini e Tajani. Bertolaso è sicuramente un candidato autorevole, sarebbe un ottimo sindaco di Roma. Altri nomi? Non li direi così e non certo in televisione, non mi è piaciuto».