Giornalisti Rai in rivolta contro Gubitosi

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Marco Castoro

Ma che cosa è accaduto tra Gubitosi e Di Trapani? A saperlo, scriverebbe Dagospia. Sotto gli occhi di tutti c’è una guerra fredda in atto che si protrae da quando il dg ha reso pubblica nell’anticipazione all’Espresso la nuova riforma epocale dell’informazione Rai. Molto probabilmente Gubitosi era sicuro che l’amico di vecchia data (e segretario dell’Usigrai) non l’avrebbe ostacolato. E invece no. Di Trapani ha indossato l’armatura da quando ha capito che se non avesse appoggiato i giornalisti del Tg1 e del Tg3 (che hanno alzato le barricate chiamando in causa la Vigilanza) la sua poltrona sarebbe saltata. Ora lo scontro tra azienda e sindacato dei giornalisti è sulla stessa linea di quello tra Renzi e Camusso. La replica di Viale Mazzini all’Usigrai è stata pesantissima. Il sindacato è stato accusato di rilasciare affermazioni risibili, in un periodo di tagli dolorosi per tutti. Il vero obiettivo dell’Usigrai, secondo la Rai, è bloccare la riforma dell’informazione per mantenere quei privilegi economicamente ed eticamente non più sostenibili. Morale della favola: l’autunno sarà bollente anche per la Rai. Anche perché si era parlato di un tavolo a settembre che non è stato mai aperto.

IL PIANO DI GUBITOSI
La riforma dell’informazione che punta a un risparmio del 20% nei costi redazionali. Due uniche strutture: Newsroom 1 (con Tg1-Tg2-Rai Parlamento) e Newsroom 2 (con Tg3-Rai News-Tgr-Cciss-meteo-Web). Ai vertici due superdirettori e gli attuali a svolgere ruoli da caporedattori.

GLI ESUBERI
In Rai ci sono circa 1700 giornalisti. Tolti i 300 della radio, i restanti delle testate tv dovranno accomodarsi all’interno delle Newsroom. Le finestre a disposizioni dei tg sono destinate a diminuire, così come le rubriche. Quindi si creerebbero dei sovrannumeri redazionali e di conseguenza le inevitabili sforbiciate. Si pensa a 250 esuberi solo tra i giornalisti (in tutto potrebbero essere 800). Ma secondo quali criteri? Ricorrere ai prepensionamenti è impossibile. Non ce ne sono. Chiedere lo stato di crisi diventa arduo per un’azienda che non ha intaccato il capitale e che si prepara a sostenere la quotazione in Borsa di Raiway.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Il suicidio del servizio pubblico

La difesa strettamente burocratica, da perfetto travet, fatta dal direttore di Rai3 Franco Di Mare in Commissione di vigilanza (leggi l’articolo) per scrollarsi di dosso l’accusa di censura sul concertone del Primo Maggio, spiega più di un’intera enciclopedia perché il Servizio pubblico in Italia è

Continua »
TV E MEDIA