Gli incidenti di Torino sono stati un toccasana per la Meloni. Ci farà tutta la campagna del referendum.
Alessia Turci
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Gentile lettrice, non solo. Già è partita la stretta sulla libertà di manifestazione, insieme a garanzie legali per gli agenti con mano “pesante”. È chiaro che i violenti hanno fatto un gran favore al governo. Non sono un cospirazionista e quindi non insinuo che gli infiltrati fossero organizzati dalla questura. Però è un fatto che la violenza di poche decine su 50mila manifestanti (15mila per la questura) abbia fatto felice il governo. Al resto pensano i giornali. Basta esaltare la storia dei due agenti picchiati e tacere il resto. Giù botte, è una manna. La visita di Meloni all’ospedale è stata una farsa indecorosa, inscenata per il popolo che è considerato una massa di deficienti. I due agenti stesi sul letto in fretta e furia, con gli scarponi ai piedi, uno col collare cervicale messo a cavolo di cane, come mai un infermiere lo metterebbe (va sotto il mento, non sulla bocca). Ovviamente condanno la violenza, ma proprio per questo dico che si devono segnalare anche le persone pacifiche malmenate dalla polizia. Tra gli altri, un uomo di 61 anni è stato manganellato, inseguito, riacciuffato e pestato di nuovo, riportando vari tagli a testa e faccia. Poi, svenuto, è stato trascinato da un agente dietro a una pianta e lì abbandonato, finché i manifestanti (non gli agenti) hanno chiamato l’ambulanza. Probabilmente il pover’uomo, al contrario degli agenti dimessi in un batter d’occhio, ne avrà per settimane. Allora, vogliamo parlare della violenza da entrambe le parti o da una sola?