Gli Usa accelerano i piani di aggiornamento delle armi nucleari in Europa. Le basi Nato del Vecchio continente verranno rifornite a dicembre

Gli Usa accelerano i piani di aggiornamento delle armi nucleari nelle basi Nato in Europa mentre Mosca avvia esercitazioni atomiche.

Ucraina, Biden parte al contrattacco: gli Usa accelerano i piani di aggiornamento delle armi nucleari nelle basi Nato in Europa. È sempre più forte in Occidente il timore che Mosca possa decidere di ricorrere all’uso di bombe atomiche data l’evidente sofferenza dell’esercito russo sul campo.

Gli Usa accelerano i piani di aggiornamento delle armi nucleari in Europa: bombe a gravità B61-12 in arrivo a dicembre

La Russia di Putin ha la colpa di aver avviato la drammatica operazione militare speciale in Ucraina. Ma gli Stati Uniti di Biden hanno la colpa di aver fomentato il conflitto, inviando un flusso continuo di armi e altro genere di aiuti militari a Kiev. Il circolo vizioso che ormai ingabbia tutte le Nazioni coinvolte nella guerra e che ormai sembra aver relegato nell’oblio la ricerca della pace fa perno su nuove dinamiche e tensioni tra l’Occidente e Mosca. Da entrambe le parti aumenta il pressing sull’uso del nucleare. Mentre il leader del Cremlino minaccia l’escalation nucleare in Ucraina, Washington ha deciso di accelerare i piani di aggiornamento delle bombe nucleari nelle basi Nato in Europa. Lo ha scritto Politico, asserendo che già a dicembre arriveranno le bombe a gravità B61-12 aggiornate che sarebbero dovute arrivare nel Vecchio Continente nella primavera 2023.

Mercoledì 26 ottobre, la Russia ha tenuto un’esercitazione nucleare che i suoi vertici militari hanno descritto come una simulazione di difesa da attacco atomico.

Intanto, sul fronte Nato, pare che quindici alleati abbiano espresso preoccupazione sul fatto che l’alleanza “non debba cedere al ricatto nucleare di Putin”. In particolare, è stato riferito: “Dato il volume e la portata crescenti della retorica nucleare russa, un sottogruppo di alleati ha richiesto consultazioni continue alla Nato. Allo scopo di garantire prontezza di risposta”.

Per quanto riguarda le bombe a gravità B61-12, si tratta di ordigni che fanno parte di una famiglia di congegni nucleari sviluppata per la prima volta all’inizio degli anni ’70 del secolo scorso in test nucleari sotterranei in Nevada. Il recente programma di aggiornamento costa agli Stati Uniti 10 miliardi di dollari e ha intenzione di sostituire le versioni passate considerate armai obsolete

Ucraina, Biden parte al contrattacco: l’incontro in Ucraina tra il capo della Cia e Zelensky

Intanto, mentre Washington accelera sui piani di aggiornamento delle armi nucleari nelle basi Nato in Europa, il direttore della Cia Bill Burns si è recato in Ucraina all’inizio del mese di ottobre e ha incontrato il presidente Volodymyr Zelensky e altri funzionari. La notizia è stata riferita da fonti vicine alla missione.

“Ha ribadito l’impegno degli Stati Uniti a fornire supporto all’Ucraina nella sua lotta contro l’aggressione russa. Inclusa la continua condivisione di informazioni”, ha affermato un funzionario.

Secondo quanto riferito dalla CNN, la visita di Burns in Ucraina si è verificata nello stesso momento in cui gli Usa hanno cominciato a essere sempre più preoccupati che la Russia, in evidente difficoltà sul campo, possa decidere in extrema ratio di ricorrere all’uso di armi nucleari. A questo proposito, Burns e altri funzionari statunitensi hanno affermato pubblicamente di non avere prove che Mosca si stia effettivamente preparando a compiere un passo simile. Eppure, fonti vicine alla Cia hanno segnalato che il rischio nucleare è probabilmente più alto da quando la Russia ha invaso l’Ucraina a febbraio 2022.

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