Governo a gamba tesa sul risiko bancario: pronto a un nuovo golden power

Giorgetti apre a prescrizioni sull'offerta di Intesa Sanpaolo per Mps e smentisce Meloni sul ruolo del governo nel risiko bancario.

Governo a gamba tesa sul risiko bancario: pronto a un nuovo golden power

Il governo non รจ parte in causa e non ha alcun ruolo nel risiko bancario. Non sono passate neanche 24 ore dalle parole di Giorgia Meloni, che il suo ministro dellโ€™Economia, Giancarlo Giorgetti, le ha giร  in parte smentite. Non che Giorgetti abbia rivendicato un ruolo del governo nel risiko, ma lโ€™annuncio di possibili prescrizioni a Intesa Sanpaolo nellโ€™ambito dellโ€™Opas su Mps dimostra che lโ€™esecutivo un ruolo potrebbe averlo eccome.

E non sarebbe la prima volta, dopo il golden power giร  esercitato in merito allโ€™offerta di Unicredit su Bpm, poi ritirata proprio a causa dei paletti imposti con i poteri speciali. โ€œIl comitato golden power valuterร  se ci sono prescrizioni da fareโ€, dice Giorgetti in commissione dโ€™inchiesta sulle Banche in Parlamento. Certo, il ministro dellโ€™Economia continua sostenendo che non crede che lโ€™offerta โ€œsi possa impedire, ma ci possono essere le prescrizioni, soprattutto per garantire la concorrenzialitร , lโ€™assistenza alle pmi e a livello territoriale la presenza di una competizioneโ€.

Risiko bancario, Giorgetti parla di neutralitร  ma il governo รจ pronto a intervenire

Insomma, il governo non puรฒ bloccare lโ€™operazione. Ma รจ pur vero che con Unicredit รจ successo qualcosa di molto simile: i paletti posti hanno poi fatto saltare lโ€™operazione. Il governo torna quindi a giocare sulla difensiva sul fronte Mps. Lo schema ricorda quello applicato con Unicredit. In quel caso lโ€™esecutivo ha bloccato lโ€™acquisizione di Bpm, proprio perchรฉ lโ€™auspicio delle destre era quello di creare un terzo polo bancario tra Bpm e Mps. E ora la situazione non รจ cambiata: unโ€™eventuale applicazione dei poteri speciali potrebbe rendere meno conveniente lโ€™offerta di Intesa e aiutare Bpm nel suo tentativo di nozze con Mps. Riaprendo, cosรฌ, il sogno del governo del terzo polo bancario che rischia di sfumare con lโ€™offerta di Carlo Messina.

Giorgetti ha comunque tirato fuori il Mef dalla partita per il controllo di Mps, di cui il ministero รจ quarto azionista con il 4,86%: la posizione sarร  โ€œdi neutralitร โ€ sia rispetto allโ€™offerta di Intesa che alla richiesta di aggregazione di Banca Bpm. Non prenderร  โ€œposizione sulle operazioni straordinarie annunciate o su eventuali operazioni alternativeโ€. Anche perchรฉ la volontร  resta quella di vendere la quota della banca rimasta al Mef, un passo che verrร  compiuto quando ci saranno โ€œle migliori condizioni di mercato possibiliโ€, probabilmente attraverso una vendita in Borsa. Infine, durante lโ€™audizione, Giorgetti ha risposto anche sulla Consob, con la nomina del presidente che รจ ancora in stallo. Il ministro spera che si decida โ€œnel piรน breve tempo possibileโ€, ma il potere di proposta spetta alla presidenza del Consiglio e non al Mef, โ€œaltrimenti – sottolinea – procederei per forzare la manoโ€. Un chiaro messaggio a Giorgia Meloni.