Grecia, scatta la rivolta contro Tsipras. I dipendenti pubblici incrociano le braccia: domani sciopero generale

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Non si può certo dire che in Grecia siano state accolte bene le concessioni di Alexis Tsipras. Tanto che per domani, in contemporanea con il voto al Parlamento sulle riforme chieste concordate con i leader dell’Eurozona, il sindacato greco dei dipendenti pubblici, Aedy, ha indetto uno sciopero di 24 ore in segno di protesta contro l’accordo raggiunto. In serata, poi, manifestazione in piazza nel centro di Atene. Sciopero pure delle farmacie elleniche per domani, 24 ore di stop contro la prevista liberalizzazione del settore che dovrebbe aprire alla vendita di medicinali over-the-counter anche nei supermercati e concedere, sempre ai supermercati, licenze per aprire punti vendita al loro interno.

Non si placa l’ira dell’ex ministro delle finanze, Yaris Varoufakis, che evoca il golpe dei colonnelli in Grecia del 1967: “Una resa della Grecia che accetta di diventare vassallo dell’Eurogruppo. Una totale umiliazione del Paese e un completo annullamento della sovranità nazionale”. Nel frattempo prende piede l’ipotesi di un prestito ponte a favore della Grecia per il quale basterebbe una maggioranza qualificata, quindi anche senza la Gran Bretagna, sarebbe possibile avviare un prestito ponte per la Grecia che faccia ricorso al fondo Efsm della Commissione Ue, dove ci sono ancora disponibili 13,2 mld, abbastanza per coprire i 12 urgenti di cui ha bisogno Atene per onorare i pagamenti.

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