Gubitosi-Iacopino, volano stracci. Concorsone, scontro tra Rai e Ordine dei giornalisti. Accuse di demagogia, scarso impegno e stipendi super

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Ormai tra la Rai e l’Ordine dei giornalisti è guerra vera. E senza esclusioni di colpi. La sede del Concorsone di luglio ha scatenato un putiferio. «In questi 13 mesi – attacca il presidente dell’Odg, Enzo Iacopino – è stato vano ogni tentativo di acquisire notizie fino a quando il 9 giugno, con un effetto Carramba, la Rai ha spedito le sue convocazioni dimostrando che in 13 mesi non è stata fatta alcuna valutazione sulle 4.982 domande presentate. Una faticosa media di 12 al giorno! Il risultato è che hanno ricevuto la convocazione giornalisti pubblicisti, esclusi dal bando di selezione, e giornalisti in pensione. La Rai finge di non capire – prosegue Iacopino – che si contesta la superficialità nel non prevedere in un bando di selezione condizioni capaci di garantire una accessibilità non problematica alla sede dell’esame.

IL MARCHESE DEL GRILLO
L’atteggiamento dei vertici Rai somiglia molto alla più celebre delle frasi del Marchese del Grillo (ndr “Io so io e voi non siete un c…”), che comporta costi inaccettabili e non compatibili con il rispetto interpersonale». Dopo essersi dichiarata indignata nei confronti dell’Ordine dei Giornalisti, il cui comportamento è stato etichettato da Viale Mazzini come inspiegabile, il dg Gubitosi ha rincarato la dose: «Se l’Ordine dei giornalisti è gestito in modo demagogico è non solo inutile ma anche dannoso. Erano 20 anni che non si faceva un concorso e Bastia Umbra è l’unico posto che poteva contenere 5 mila persone. A Roma non c’è una struttura che può ospitare tante persone. La Rai è obbligata a fare una gara e ha vinto l’Umbria». Ma Iacopino ha di nuovo ribattuto: «La selezione per il ruolo di protagonista nel remake de Il Marchese del Grillo è conclusa. La parte, con pieno indiscutibile merito, è assegnata al dottor Gubitosi», per poi aggiungere: «Con i loro stipendi i vertici della Rai non avrebbero certamente problemi a trovare una sistemazione alberghiera. Non avrebbero difficoltà alcuna ad affrontare i costi degli hotel della zona che nel giro di tre ore hanno più che raddoppiato i prezzi. Chi viene da Trento, da Milano o da Palermo dovrà ricorrere a tre diversi mezzi di trasporto per raggiungere la sede dell’esame. A meno che non affronti il trasferimento con un’automobile (ammesso la abbia) facendosi carico di costi rilevanti per chi, i più, è costretto ad accettare retribuzioni vergognose».

PRODUCT PLACEMENT
Ma non c’è solo il Concorsone a soffiare sul fuoco. Non si placano le discussioni sul caso di Lisa Marzoli, la giornalista del Tg2 che – come anticipato da La Notizia il 27 maggio – non può più condurre Cronache animali perché il programma si è concesso al product placement, una forma di pubblicità che porterà in trasmissione prodotti per animali con marchi bene in vista. La Marzoli, essendo una giornalista, non può fare pubblicità e quindi è stata sostituita in conduzione da Ossini. In campo anche l’Ordine delle Marche che esprime «sconcerto e preoccupazione per decisioni che palesano una grave mancanza di rispetto verso norme professionali poste a garanzia della qualità e dell’indipendenza dell’informazione». I giornalisti della Rai sono in fermento e si aspettano una presa di posizione del sindacato Usigrai.