I ministri zoppi del governo Letta

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Più che un governo sembra la squadra del Marchese del Grillo che doveva difendere il Papa. Il premier Letta si trova a dover difendere diversi ministri le cui scivolate evidenti li hanno messi in bilico. Ma finora solo la Idem si è dimessa. Da quando l’esecutivo ha cominciato il suo mandato ci sono stati diversi casi scottanti. Il vicepremier Angelino Alfano, responsabile del Viminale, non ha fatto certo una bella figura con la questione kazaka Ablyazov-Shalabayeva. Ancora peggiore la figuraccia della Cancellieri con il caso Ligresti e le telefonate. Ora c’è il caso De Girolamo.

Aria di rimpasto
«Il compito dei ministri non è dare giudizi o opinioni, come i professori o gli ospiti dei talk show», ha detto Renzi al Corriere. Il problema è che il ministro del Lavoro ha tutta la stima di Letta, il quale non ha mai manifestato l’intenzione di sostituirlo. Anche Saccomanni è finito nel mirino del rimpasto. E Zanonatoè sempre in bilico. C’è anche una questione numerica, per il Pd cinque ministri targati Ncd sono decisamente troppi.