I regali di Palazzo Chigi all’editore di Libero grazie all’amico Denis Verdini. Alzata la spesa per la sanità privata. E Angelucci prepara l’addio a Silvio

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Carola Olmi

Più l’affare delle banche si ingrossa, più i riflettori restano distanti dalle altre partite che contano, a cominciare dalla Legge di Stabilità. E dire che qui i regali non mancano, alla faccia di tutte le promesse sul taglio della spesa pubblica. Nelle pieghe degli emendamenti però non ci sono solo montagne di soldi che si spostano dalle tasche dello Stato a quelle dei privati, ma anche la mappa aggiornata degli equilibri politici, di chi conta e di chi è ascoltato dal Governo. Con risvolti sorprendenti. Il più curioso lo aveva tirato fuori La Notizia martedì scorso, segnalando con un articolo di Stefano Sansonetti l’estensione della spesa per i grandi gruppi della sanità privata. Un regalo per società che troviamo tra i finanziatori della Leopolda, come il gruppo romano Garofalo, ma anche per quello che sulla carta parrebbe un arcinemico del premier e della sua parte politica, il re delle cliniche accreditate Angelucci.

FINTI NEMICI
Apparentemente una stranezza, anche perché gli Angelucci sono editori di Libero, il giornale diretto da Maurizio Belpietro che non perde occasione per sparare sul Governo. Un rapporto tanto teso da far finire Libero tra i tre giornali con i titoli messi all’indice (insieme al Fatto Quotidiano e al Giornale) dell’ultima Leopolda. Come mai allora alla luce del sole c’è la guerra ma poi sotto sotto arrivano i regali? A farsi la domanda sono stati anche diversi colleghi di Antonio Angelucci, il patron del gruppo ospedaliero che è anche deputato di Forza Italia. E la risposta è stata sorprendete. Se è vero che con Libero gli Angelucci attaccano il Governo, è altrettanto vero che Antonio Angelucci è legato a doppio filo a Denis Verdini. Anzi, è Verdini ad essere legato ad Angelucci anche da rilevanti pendenze finanziarie. Verdini però è l’assicurazione sulla vita del Governo Renzi, legato al premier da un rapporto di potere tutto toscano, in una sorta di reticolo in cui si incrociano sempre le stesse persone: dal papà del ministro delle Riforme, Pier Luigi Boschi, oggi nell’occhio del ciclone per il lungo periodo passato nel Cda della Banca Popolare dell’Etruria, di cui era vice presidente al momento del commissariamento, fino all’avvocato Alberto Bianchi, patron dello studio legale da cui è passato tutto il “giglio magico”, piazzato dal Tesoro nel Cda dell’Enel.

LO SPIN DOCTOR
Angelucci, tramite Verdini, dunque può avere a Palazzo Chigi tutto l’ascolto che vuole. Non male per l’editore di un giornale che di Renzi dice il peggio possibile. Ma quando si hanno spin doctor di serie A nulla è impossibile. E sia Angelucci che Verdini lo spin doctor di serie A ce l’hanno in comune. Un consigliere tutt’altro che occulto e che si chiama Luigi Bisignani. Il giornalista, e da tempo scrittore, è noto a tutti che ha spinto Verdini a tagliare i ponti con Berlusconi per creare il gruppo politico che oggi fa da stampella al Governo, soprattutto al Senato. Ma sempre Bisignani è legato agli Angelucci ed oggi loro uomo di riferimento nell’acquisizione del quotidiano Il Tempo, dove il passaggio di proprietà dall’editore Domenico Bonifaci viene dato per sicuro entro gennaio prossimo. Lo stesso Bisignani da mesi firma i suoi editoriali in prima pagina sul giornale di Piazza Colonna. Tutto si tiene, insomma, tranne un dettaglio: Angelucci formalmente è ancora uno dei parlamentari di Berlusconi, oggi all’opposizione. Dettaglio che secondo i bene informati sarebbe già superato con il passaggio, dato per imminente, dello stesso Angelucci con il gruppo parlamentare guarda caso proprio di Verdini.