I russi bloccano Chernobyl. La centrale nucleare è scollegata dalla rete. L’allarme di Kiev: “Si rischia il rilascio di sostanze radioattive”

Chernobyl
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La centrale nucleare di Chernobyl, tristemente nota per il grave incidente che si consumò nell’impianto il 26 aprile 1986, è “completamente ferma” a causa dell’offensiva russa in Ucraina. L’accusa arriva da Kiev, dopo che ieri l’Aiea aveva fatto sapere di aver “perso il contatto remoto di trasmissione dati con i sistemi di salvaguardia di Chernobyl”. Il 24 febbraio scorso gli attacchi russi avevano già interessato l’area dove si trova la centrale (leggi l’articolo).

Le forze di Mosca hanno scollegato l’impianto nucleare di Chernobyl dalla rete

Le forze di Mosca, secondo quanto hanno riferito gli operatori della centrale, hanno scollegato l’impianto nucleare di Chernobyl dalla rete. La Russia “ha il controllo della situazione”, ha dichiarato in conferenza stampa la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, dopo che l’Aiea aveva riferito dell’interruzione della trasmissione dei dati sui livelli delle radiazioni nell’ex centrale ucraina.

La società statale ucraina Energoatom, che si occupa della gestione delle quattro centrali nucleari attive nel Paese, ha avvisato che senza energia elettrica alla centrale di Chernobyl non ci può essere un adeguato controllo a distanza dell’impianto e si rischia il rilascio di sostanze radioattive. “Il blackout di tutti gli impianti nucleari nella zona di esclusione – spiega in una nota Energoatom – è associato a danni alla linea elettrica dell’impianto che ha portato anche a un blackout nella città di Slavutych”.

“Il combustibile esaurito ha bisogno di un raffreddamento costante, possibile solo se c’è elettricità. Se questa non è disponibile” spiega ancora Energoatom, aggiungendo che “la temperatura nelle piscine di raffreddamento aumenterà, si verificherà la formazione di vapore e il rilascio di sostanze radioattive nell’ambiente. La nuvola radioattiva può essere trasportata dal vento in altre regioni dell’Ucraina, della Bielorussia, della Russia, dell’Europa”.

L’allarme del ministro Kuleba: “Tra 48 ore i sistemi di raffreddamento dell’impianto di stoccaggio del combustibile nucleare si fermeranno”

“Entro 48 ore potrebbero esserci perdite radioattive” ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri di Kiev, Dmitry Kuleba parlando della centrale di Chernobyl. I generatori diesel di riserva, ha spiegato ancora il ministro, hanno una capacità di 48 ore. “Successivamente, i sistemi di raffreddamento dell’impianto di stoccaggio del combustibile nucleare si fermeranno, rendendo imminenti le perdite di radiazioni. La barbara guerra di Putin mette in pericolo l’intera Europa. Deve fermarsi immediatamente!”.

Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ha detto che “gli sviluppi alla centrale nucleare di Chernobyl”, disconnessa dalla linea elettrica dai russi, “violano il pilastro fondamentale di sicurezza sulla garanzia di un’alimentazione ininterrotta”. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha comunque assicurato che “non vede alcun impatto grave sulla sicurezza”. “L’Aiea afferma che il carico termico della piscina di stoccaggio del combustibile esausto e il volume dell’acqua di raffreddamento nella centrale nucleare di Chernobyl sono sufficienti per un’efficace rimozione del calore senza bisogno di alimentazione elettrica”.