Il bimbo killer dell’Isis. Nuovo video choc della propaganda jihadista. Il bambino, 10 anni al massimo, giustizia due prigionieri accusati di essere spie russe. Immagini postate da profili dell’Is

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Nuovo orrore dell’Isis. Questa volta lo Stato Islamico ha pubblicato sul web un video di sette minuti nel quale si vede un bambino di dieci anni che viene usato come boia per uccidere due persone accusate di essere spie russe. Prima della loro uccisione, i due confessano di essere due “agenti del Fsb”, i servizi russi, reclutati per raccogliere informazioni sui jihadisti e soprattutto sui foreign fighter.

IL VIDEO
Il filmato mostra poi l’esecuzione, ad opera del bambino, dei due uomini inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena. Alle spalle dei due condannati, il boia. Solo che in questo caso, accanto ad un terrorista con la barba lunga e il kalashnikov, c’è un ragazzino armato di pistola che viene spinto verso le sue vittime. A questo punto le immagini vengono trasmesse al rallentatore: il ragazzino solleva la pistola e spara due colpi al testa di ciascuno dei due prigionieri che cadono a terra, dove li finisce con altri due spari. Poi solleva il braccio con la pistola in segno di vittoria e sorride. Subito dopo parte un frammento di un altro video che era già stato pubblicato dall’Isis a novembre in cui lo stesso ragazzino appare in un gruppo di bambini kazaki che si addestrano a usare i kalashnikov. “Sarò uno di quelli che vi sgozzerà, kafiri”, diceva il ragazzino. Il filmato si intitola “Uncovering the enemy within” (Scoprire il nemico interno)ed è firmato da al Khilafah (i Soldati del Califfato), il gruppo estremista attivo in Algeria per conto di Al Qaida che lo scorso settembre ha giurato la sua fedeltà all’Isis e ha rivendicato la decapitazione del francese Hervè Pierre Gourdel. Il video sembra autentico, anche se non si vede l’impatto dei proiettili e neppure il sangue sui cadaveri. Per questo, resta un margine di incertezza perché i terroristi potrebbero aver montato la clip solo a fini propagandistici. “L’Isis ha raggiunto un nuovo livello di depravazione morale: usano un bambino per giustiziare i loro prigionieri”, il commento della direttrice del Site, Rita Katz, che ha pubblicato un frame del video.

L’ATTACCO
Come se non bastasse, ieri i jihadisti hanno compiuto in Iraq ai danni di due moschee sunnite, ovvero i luoghi di culto della stessa confessione islamica alla quale si richiama il Califfato di Abu Bakr al Baghdadi. A denunciare l’accaduto è stato il capo spirituale sunnita Emad al Beiati: “I miliziani dell’Isis, dopo aver fatto ucire i fedeli, hanno collocato degli ordigni facendoli brillare subito distruggendo le moschee di al Amawiya e al Fateh” che si trovano nella parte orientale della città di Mosul. Lo stesso religioso ha spiegato che “i jihadisti hanno portato via l’imam Iddriss al Nueimi ed tre fedeli per essersi opposti a loro”. Inoltre l’organizzazione terroristica finora ha distrutto a Mosul 25 luoghi di culto musulmani “per il motivo che nelle moschee distrutti c’erano delle tombe”.

IL MOTIVO
Per gli uomini del califfato infatti i mausolei e tombe di santi, anche se musulmani e della loro stessa confessione, non devono stare nei luoghi dove i fedeli compiono la funzione della preghiera. Il motivo? La preghiera è diretta unicamente ad Allah e non ad altri anche se sono ritenuti dei santi, perché ritenuta una sorta di idolatria.