Il blitz dei Tg per decidere il Dg Rai

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Di Sergio Patti

Il caos della politica è la condizione ideale per i blitz nelle aziende pubbliche. Se poi c’è l’estate di mezzo e l’azienda nel mirino è la Rai – cioè la più politicizzata tra tutte – va ancora meglio. Così mentre l’Italia che non va in vacanza deve pure accontentarsi in tv dei programmi in replica, a Viale Mazzini in questi giorni c’è un insolito fermento. Ed è curioso vedere un fronte che va dai sedicenti alfieri renziani alle prevedibili facce dei vecchi partiti spingere insieme per accelerare uno dei più grandi papocchi mai ideati nel servizio pubblico: l’accentramento della produzione informativa in due sole testate giornalistiche: Rai Informazione e Rai Sport per i notiziari sportivi. Si produrranno in sostanza gli stessi servizi per tutte le reti, e i canali si differenzieranno non per l’Italia che raccontano ma per i giochi a premi o le star strapagate che si porteranno dentro. Oltre che per la pubblicità da spalmare sul telecomando.

Grosse ambizioni
Una sola testata per Rai UnoDueeTre (tanto vale unirne anche i loghi) oltre che Rai News, Internet e quant’altro. Per coprire le vergogne, il progetto prevede pure una foglia di fico, e cioè la creazione di due newsroom – la prima per il Tg1, Tg2 e Rai Parlamento, la seconda per Tg3, Rai News e la TgR –. Chi vuole questa rivoluzione (o involuzione?) e perché? A presentare il piano (del quale La Notizia ha ampiamente scritto) è stato il direttore generale Luigi Gubitosi, nonostante l’invito a liberare la poltrona inviatogli informalmente dal capo del Governo, Matteo Renzi. A sposare l’idea, arrivando a rilasciare dichiarazioni al limite dell’azzardato, è il plenipotenziario del premier in Rai, il deputato Pd Michele Anzaldi. Alla faccia di piccole questioni come le riforme costituzionali, Anzaldi ha attaccato pubblicamente il presidente della Commissione di Vigilanza, Roberto Fico (M5S) perché non richiama i commissari dalle ferie per approvare in pieno agosto la riforma di Gubitosi.

Fregare Renzi
Ma il fronte che scalpita, con un’insolita fretta, è molto più vasto e va dal sottosegretario Antonello Giacomelli al renziano (ma Matteo lo sa?) Paolo Gentiloni, fino all’ex consigliere d’amministrazione rimasto inspiegabilmente con un ruolo di Richelieu, Nino Rizzo Nervo. Cosa unisce questo schieramento: la promessa di risparmi fino a 200 milioni annunciata dal Dg Gubitosi? Beato chi ci crede! In realtà l’obiettivo sarebbe più ambizioso: stravolgere l’informazione Rai per metterla saldamente nelle mani dell’Esecutivo e in cambio poter concordare con Palazzo Chigi il nuovo capo azienda, magari quel dirigente che più di tutti sta facendo da trade union, l’attuale capo del personale Valerio Fiorespino. Il tutto nel silenzio dei consiglieri del Pd, Colombo e Tobagi. Due extraterrestri in Rai.