Il calcio di Baggio a Lippi

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Marco Castoro

Marcello Lippi ha deciso di non allenare più. Ora farà il direttore tecnico con il figlioccio Fabio Cannavaro che lo affiancherà in panchina. Il ct azzurro campione del Mondo del 2006 è il tecnico che ha vinto di più. Oltre a un Mondiale con l’Italia può vantare i successi nella Champions League in due continenti diversi, in Europa con la Juventus e in Asia con i cinesi del Guangzhou. Oltre alla Coppa Intercontinentale e agli scudetti. I suoi successi internazionali gli hanno fatto scavalcare altri allenatori pluridecorati come Fabio Capello (che ha vinto con Milan, Roma, Juve e Real Madrid), Carlo Ancelotti (che ha trionfato con Milan, Chelsea, Psg e Real Madrid) e Giovanni Trapattoni (collezionista di scudetti con Juve, Inter, Bayern, Benfica e in Austria).

IL CASO BAGGIO
Tuttavia, nonostante tanti successi, in un’intera carriera può pure capitare di farsi qualche nemico. Qualcuno con cui non si vada affatto d’accordo. Ebbene sapete chi è il nemico giurato di Lippi? Nientemeno che Roberto Baggio, il calciatore italiano che ha vinto un Pallone d’Oro. Il Divin Codino dice peste e corna al tecnico plurimedagliato. Basta leggere l’autobiografia per rendersene conto. Tutto cominciò nel 1995 quando Lippi arrivò alla Juve e fece fuori una divinità come Baggio preferendogli Alex De Piero. E fin qui nulla di scandaloso. Quanti allenatori scoprono dei pupilli e li lanciano al posto dei mostri sacri? Stiamo parlando di Del Piero mica di pizza e fichi. Quello che invece diventa sospetto è ciò che accade quattro anni dopo all’Inter. I due si ritrovano. E la musica è la stessa. Baggio nella sua autobiografia scrive che Lippi ebbe nei suoi confronti sempre un atteggiamento ostile. Racconta quando fu ripreso dal tecnico viareggino dopo aver ricevuto applausi da Vieri e Panucci per un suo lancio: «Vieri, Panucci, ma che cazzo fate? Credete di essere a teatro? Non siamo qui per farci i complimenti a vicenda, tantomeno al sig. Baggio, siamo qui per lavorare!». Ma nell’autobiografia ci sono altre accuse gravi. Baggio dice che Lippi voleva che facesse l’infiltrato nello spogliatoio per poi fare la spia. Il Pallone d’Oro non si prestò e per questo motivo subì le ripercussioni al punto da perdere il posto da titolare. La disputa tra i due è finita in tribunale. Lippi ha commentato così le parole scritte dal calciatore: “Non ho mai chiesto un suo aiuto perché è una persona di cui non ho stima e che non reputo importante dal punto di vista umano”.