Negoziati di pace falliti. L’Iran non cede sul Hormuz e l’America blocca le navi che l’Iran fa passare. Non capisco più niente. Trump non aveva detto che di Hormuz non gli interessava perché lì passa solo il petrolio per Europa e Asia?
Ignazio Volta
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Gentile lettore, a Donald Trump non importa nulla di europei e asiatici, ma ha due problemi. Il primo è che, se si consolida il controllo iraniano su Hormuz, i Paesi petroliferi del Golfo, alleati dell’America, sono destinati a sottostare all’odiato Iran, che speravano fosse demolito da Usa e Israele. Per questo urlano e protestano con Washington. Il secondo problema è che, se l’Iran impone pedaggi a Hormuz, il prezzo del greggio rimarrà alto e salirà ogni volta che Teheran decida di stringere il nodo scorsoio. In teoria questo non dovrebbe riguardare l’America, che ha autonomia energetica. Ma nella pratica non è così. Se il prezzo del greggio aumenta in tutto il mondo, le compagnie petrolifere Usa avranno vantaggio a vendere all’estero anziché sul mercato domestico o in alternativa venderanno internamente ma allo stesso prezzo che gira sui mercati esteri. Da qui un violento rialzo del costo del carburante negli Stati Uniti, dove in un mese è salito dell’82%. Gli americani sono molto sensibili al prezzo della benzina, che è il maggiore fattore per indurre il consenso o dissenso con le politiche del Presidente. Con le elezioni di midterm tra 6 mesi, Trump ha il cappio al collo. Ha fatto tutto da solo, iniziando una guerra inutile che, stando alla sua insipienza, doveva durare 4 o 5 giorni. Il blocco di Hormuz che ha ordinato ora, credo non gli servirà a nulla.
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