Il #ciaone di Carbone sul referendum diventa un trend su Twitter. Ma il dirigente del Pd fa infuriare gli elettori

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Un tweet di sberleffo. Che ha fatto arrabbiare i milioni di elettori che si sono recati alle urne per il referendum. “Prima dicevano quorum. Poi il 40. Poi il 35. Adesso, per loro, l’importante è partecipare “, ha twittato Ernesto Carbone, renziano di ferro e membro della segreteria del Partito democratico. Un’uscita che ha sollevato un vespaio di polemiche. E di replica molto pepate sulla piattaforma di microblogging. “Se non voti poi non ti lamentare”, scrive uno dei tanti utenti che hanno usato l’hashtag #ciaone. @CarmeloMessina è ancora più chiaro “Ho votato PD. Alle prossime elezioni il lo dico io a voi. E spero anche i tanti di italiani che erano alle urne oggi”.

Un altro utente, @FrancePlatini, racconta: “Da non votante non ho sopportato gli insulti dei votanti, non sopporto il di Ernesto Carbone che di fatto legittima quegli insulti”. Dall’acconto @StopTrivelle arriva un’ammissione della sconfitta: “Noi probabilmente ci siamo giocati il quorum”. Ma con un risvolto: “Però Carbone si è sicuramente giocato la carriera politica “. Insomma, il deputato e dirigente dem ha probabilmente esagerato. Anche perché al voto hanno partecipato tanti elettori del Pd. Al di là dei singoli messaggi, infatti, viene chiesto rispetto per la partecipazione al voto.

Non sono mancate le risposte politiche. Il senatore del Pd, Miguel Gotor, ha dato “dell’irresponsabile” a Carbone, mentre il coordinatore di Sel Nicola Fratoianni gli ha dato del “cialtrone”.

 

La gaffe di Giampaolo Galli in campagna elettorale Ma, seppure in maniera meno “grave”, un altro deputato del Partito democratico, Giampaolo Galli, si era reso protagonista di una gaffe su Twitter. Chiedendo l’astensione per i marò e Regeni. Insomma, se Matteo Renzi si dimostra molto abile sui social network, gli altri esponenti dem non risultano altrettanto pratici dello strumento. Urge un corso di comunicazione digitale a Largo del Nazareno? O forse basterebbe un pizzico di buonsenso per non incorrere in tali errori?