Il contratto di servizio Rai è appeso al bollino. Catricalà: obbligo di riconoscimento per i programmi finanziati dal canone. Il lutto nazionale ferma la Clerici che diventa un ciclone contro la Isoardi

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di Angelo Costa

Senza il bollino la Rai non beccherà un quattrino. Potrebbe essere questo lo slogan del governo per il rinnovo del contratto di servizio con Viale Mazzini. Antonio Catricalà l’ha detto chiaro e tondo: «Senza bollino ai programmi (per indicare se è stato realizzato con il ricavato dal canone, ndr) non ci sarà il nuovo contratto di servizio tra Rai e Stato». Sulla questione però il presidente della Vigilanza, Roberto Fico, ha così replicato: ‘’Faremo le nostre valutazioni su tutti gli aspetti del contratto, incluso il bollino’’. Il viceministro dello Sviluppo Economico, intervenendo a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24, ha poi aggiunto: «Non demorderò e non firmerò, un contratto di servizio che non abbia il bollino, che per è l’aspetto più rilevante oltre al fatto che abbiamo tolto la pubblicità dai programmi che riguardano i minori. La Rai ha accettato – conclude il viceministro – con tutti i voti favorevoli e con una sola astensione, questi due aspetti. Se adesso fa marcia indietro non troverà un governo che faccia marcia indietro». Sulla privatizzazione della Rai invece Catricalà ha aperto una finestra ma non prima del 2016: «Venderemmo un asset privo di valore». Chissà quale sarà questo asset che si è così svalutato. Il primo pensiero va a Raidue. L’idea di cedere una rete è stata messa in pratica dalla tv francese, operazione che le ha permesso di sanare tutti i debiti.

Clerici all’attacco di Unomattina Verde
Antonella Clerici è andata su tutte le furie. Anzi, se proprio vogliamo usare la sua frase cinguettata su Twitter, va detto che è proprio incazzata. La sua trasmissione La prova del cuoco su Raiuno non è andata in onda per rispettare il lutto nazionale. Ma la cucina è andata in onda ugualmente sulla rete ammiraglia. Isoardi e Ossini hanno cucinato ugualmente, lutto o non lutto. E ciò ha mandato in bestia la Clerici che ormai si sente l’indiscutibile sognora della cucina. Strano che ancora non hanno pensato a metterla nella giuria di Masterchef. Del resto se la Ventura è diventata una esperta di musica, Antonellina può ambire a diventare una star della Guida Michelin.

Il no di Adreani e il nì di Toti
Giuliano Adreani, amministratore delegato di Mediaset, ha smentito la voce che lo vorrebbe nel management di Forza Italia. «Solo per correttezza nei confronti delle persone che lavorano in Mediaset e degli investitori pubblicitari del Gruppo – ha spiegato – voglio precisare la mia totale estraneità circa le indiscrezioni di stampa. Sono da sempre un professionista del mondo editoriale. Ipotesi diverse sono solo frutto di fantasia». Chi invece nicchia e non ha smentito un bel nulla è Giovanni Toti, il direttore di Tg4 e Studio Aperto, molto apprezzato dal Cavaliere. Se Berlusconi dovesse aver bisogno di forze nuove Toti lo seguirebbe. Probabilmente non come capo della comunicazione. Semmai come coordinatore del partito.

L'editoriale
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