Il design italiano va oltre la crisi. Al Salone del mobile l’Italia che vince, che piace e che detta stili di vita

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In un’Italia uscita con fatica dalla più grande crisi della storia, dove la crescita è ancora a macchia di leopardo, dove si contano i numeri del reddito di cittadinanza, si riaccendono i riflettori sulle nostre imprese, sull’esempio migliore di quanto il nostro Paese possa offrire. Da oggi fino a venerdì Milano mostrerà con il Salone del mobile, l’Italia che vince, che piace e che detta stili di vita.

Non solo il più grande evento espositivo mondiale, ma una settimana di respiro per il numero degli ospiti attesi e per la loro internazionalità (in Fiera ne sono previsti più di 350mila da 184 paesi), per l’eccellenza assoluta delle aziende espositrici, e non da ultimo, per quell’ispirarsi al capostipite dei geni italiani che fu Leonardo da Vinci del quale si celebra il 500esimo anniversario dalla morte. La formula-Salone è una delle più brillanti invenzioni del capitalismo italiano, dove in mostra ci sono le doti che le nostre imprese possiedono, che i nostri designer sviluppano e che le nostre radici ci tramandano. Milano per qualche giorno diventa la capitale mondiale del design e più in generale della bellezza.

E quello che i numeri non possono raccontare è, di fatto, quello che la città nei giorni del Salone rappresenta per i milanesi stessi, per tutto il Paese e i visitatori che la invadono: la città delle opportunità, degli incontri, della creatività, dell’allegria. Insomma, il format che vede gli imprenditori brianzoli e veneti lavorare gomito a gomito con i più celebrati designer del pianeta funziona alla grande e dimostra che le imprese hanno ancora voglia di credere nel prodotto e nel vero capitale, quello umano. Sono anni ormai che le nostre aziende hanno conquistato la quota principale su tutti i mercati nel segmento alto di gamma, a dimostrazione della capacità del settore di reggere agli urti del quadro macroeconomico internazionale e di mantenere il vantaggio competitivo che lo ha sempre caratterizzato.

È una trama straordinaria quella che lega creatività, ingegno e industria e fa del design italiano un punto di forza di importanza strategica per tutto il sistema Italia. Nell’anno delle celebrazioni del genio vinciano, il Salone ha scelto di arricchire il proprio Manifesto della parola ingegno. Come omaggio al maestro, ma anche come leit motiv della manifestazione stessa. Quest’anno la fiera ha un fittissimo programma di eventi del Fuorisalone, e ospita anche Euroluce (dedicato alle illuminazioni) e Workplace 3.0 (con le novità per i luoghi di lavoro). In equilibrio tra design, arte e moda, saranno centinaia le mostre e le installazioni sparse per tutta la città. Il miglior biglietto da visita del made in Italy a tutto tondo si arricchisce sempre di più. Le danze sono aperte.