Il fattore tempo è cruciale. Dal Governo Conte uno sforzo straordinario. Parla il senatore M5S, Vaccaro: “Renzi? Criticare è da irresponsabili”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

“Si è prodotto il massimo sforzo in sole 48 ore”. Con queste parole il senatore M5S Sergio Vaccaro, membro della commissione Industria di Palazzo Madama, saluta l’approvazione dell’atteso decreto-Ristori, consapevole dell’imponente e immediato aiuto offerto dal governo alle categorie più a rischio viste le nuove misure di restrizione. E su Renzi, che è tornato a criticare l’operato dell’esecutivo, non usa mezzi termini: “Fare il can che abbaia, sapendo poi che non puoi mordere, in questo momento è da irresponsabili”. Per il resto, spiega Vaccaro, “è doloroso essere dovuti ricorrere a queste restrizioni. Però si è cercato di prendere subito il toro per le corna”.

Ci si è riusciti?
Il decreto è un rapido “helicopter money”, con contributi a fondo perduto per tutte le categorie interessate dal Dpcm. Per diversi comparti ci sarà ammontare doppio rispetto a quanto già ricevuto nei precedenti decreti. Per altri ancora, vedi le discoteche, addirittura si arriva al 400%. Senza dimenticare i contributi ad hoc per agricoltura e pesca, la cancellazione della rata Imu di dicembre ai gestori e gli aiuti per le spese degli affitti commerciali. Come dicevo, si è prodotto il massimo sforzo in 48 ore.

Fondamentali saranno anche gli aiuti sia per gli autonomi che per i cassintegrati, che per i lavoratori dello spettacolo, viste anche le proteste che ci sono state…
Nel dl ci sono contribuiti specifici per chi opera nei settori di sport e spettacolo, con indennità di mille euro per gli stagionali e voucher per i biglietti già acquistati di spettacoli. Per le attività ci sono poi sei settimane di cassa integrazione Covid. È un decreto nato senza troppe cavillosità, che mira a aiutare tutti.

Crede che queste misure possano aiutare ad alleggerire le tensioni che si respirano nelle piazze da Nord a Sud?
Da napoletano condanno ogni episodio di violenza. Però capisco benissimo il travaglio di migliaia di lavoratori, che si trovano a perdere il sonno di fronte a questa crisi durissima. Anche io in passato mi sono ritrovato d’ improvviso nell’incertezza lavorativa, e ho manifestato. So cosa vuol dire.

C’è il rischio che sarà necessario un nuovo scostamento di bilancio viste le poderose misure contenute già in questo decreto?
I miliardi stanziati in realtà sono anche la somma di risorse reindirizzate da altri provvedimenti. La fase è complicata, dagli esiti incerti e dal “timing” ignoto. Se dovesse rendersi necessario un nuovo scostamento, lo si farà. Su questo non ci piove.

Al di là dei provvedimenti, ora fondamentali saranno i tempi di destinazione dei vari fondi. C’è il rischio, come capitò con il lockdown di marzo, che l’iter burocratico si intasi? Cosa si è pensato per evitare questo?
Il ministro dell’Economia Gualtieri, che tiene in mano i cordoni della borsa, ha detto a gran voce che entro metà novembre, o al più tardi per i primi di dicembre, tutti i contributi verranno erogati. Il fattore tempo è cruciale.

Nel frattempo, però, anche in maggioranza c’è chi storce il muso. Renzi ha di nuovo chiesto di rivedere il dpcm. Non crede sia irresponsabile aprire i margini di una crisi di governo proprio ora?
Renzi cerca sempre di smarcarsi coi suoi colpi a effetto, i quali però di effetto sui cittadini ne sortiscono sempre meno. Fare il can che abbaia, sapendo poi che non puoi mordere, in questo momento è da irresponsabili. Il Dpcm di domenica, ripeto, è stoppaccioso per tutti da ingoiare. È il momento della coesione, del buon senso e anche delle proposte: questo virus è una roba tosta, e serve l’aiuto di tutti.