Il Giro d’Italia parla tedesco con Kittel e Greipel, l’Italia si salva con Ulissi. Le pagelle dopo 7 tappe

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Un Giro d’Italia 2016 che parla tedesco. Dopo 7 tappe, infatti, la Germania del ciclismo può brindare grazie ai suoi due velocisti André Greipel e Marcel Kittel, che hanno conquistato due frazioni a testa. Insomma, nelle volate non c’è spazio per gli altri sprinter. Una settimana dopo la partenza, quindi, la corsa rosa vede gli italiani nell’ombra: solo lo squillo di Diego Ulissi sul traguardo di Praia a Mare ha regalato una soddisfazione. Nemmeno Vincenzo Nibali, grande favorito alla vittoria della classifica generale, ha fornito spunti interessanti. Anzi al primo arrivo in salita è stato staccato dai suoi diretti avversari, a partire da un Tom Dumoulin (vincitore della prima tappa) da tenere sempre più in considerazione. Da annotare anche l’acuto del talento belga Tim Wellens all’arrivo di Roccaraso.

Le pagelle del Giro d’Italia 2016 dopo 7 tappe
Marcel Kittel 8
: quando si presenta nelle condizioni ideali sul rettilineo di arrivo evoca ricordi Cipolliniani, nel senso di Mario Cipollini. Imponente, regale. Devastante. Non ci sono speranze per gli avversari. Un onore vederlo correre, e sprintare sulle strade della corsa rosa.

Tom Dumoulin 8: perfetto e anche un po’ fortunato. Ha vinto la prima cronometro per questione di centesimi. Ma si sta dimostrando un concentrato di potenza e concentrazione: la prima settimana è da incorniciare, con la soddisfazione di aver staccato Nibali alla prima vera salita. E tra poco c’è una seconda crono…

André Greipel 7,5: dopo un avvio a rilento è riuscito a piazzare due stoccate. Mezzo punto in meno a Kittel, perché non è riuscito a offrirci uno “scontro diretto” (nella 2a e 3a tappa si è perso).

Diego Ulissi 7: come un grande bomber ha avuto un’occasione e subito l’ha sfruttata. A Praia a Mare ha compiuto un numero da campione.

llnur Zakarin 6,5: il russo è da tenere d’occhio. Il talento c’è, da verificare la continuità. Di certo nelle prime pedalate del Giro è tra i più brillanti.

Vincenzo Nibali 6: da un fuoriclasse ci si attende sempre il numero da sogno e forse sente il peso di tanta responsabilità. La prima settimana non ha inficiato le possibilità di vincere il Giro d’Italia 2016

Alejandro Valverde 6: un marpione che pedala in gruppo senza dare nell’occhio. Ha passato indenne giornate potenzialmente pericolose.

Mikel Landa 6: un marinaio sottocoperta, che ha passato la burrasca di terreni a lui poco congeniali: cronometro e tanta pianura.

Giacomo Nizzolo 5,5: la prima vittoria di tappa in un Giro d’Italia è degna di Aspettando Godot. La fortuna non è la sua dote migliore, ma se non arriva mai il trionfo non può essere sempre colpa della Dea Bendata avversa.

Sacha Modolo 5,5: riesce sempre a presentarsi in buona posizione nelle volate. Ma mai riesce a piazzare il colpo vincente.

Elia Viviani 5: in quattro volate un secondo e un decimo posto. Troppo poco per un ciclista del suo spessore.

Arnaud Démare 5: doveva essere il terzo incomodo tra i due velocisti tedeschi. Si è visto poco o nulla.

Altri voti: Tim Wellens 7; Domenico Pozzovivo 6,5; Rafal Majka, Esteban Chaves, Rigoberto Uran 6; Davide Formolo 5,5.

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di Gaetano Pedullà

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