Il Governo coccola l’informazione. Alle agenzie di stampa 30 milioni. Come al solito senza un bando pubblico

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In principio era solo l’Ansa, ora è il caos. Se volessimo in sintesi illustrare il magico mondo dei finanziamenti pubblici che ogni anno Palazzo Chigi dispensa alle agenzie di stampa, basterebbe dire questo. Nonostante gli impegni del governo e, nella fattispecie, del Dipartimento per l’Editoria affinchè le agenzie potessero fondersi (di modo che si risparmiassero un bel po’ di quattrini), alla fine tutto è rimasto lettera morta. E gli inviti governativi sono stati disattesi. Con la conseguenza che anche quest’anno Palazzo Chigi foraggerà le agenzie con la bellezza di 30 milioni 600 mila euro.

UNA STORIA LUNGA 50 ANNI
Per capire, però, in che maniera e con quali tempi il sistema sia diventato assolutamente discrezionale, a tutto vantaggio delle agenzie, bisogna partire da lontano. E, per la precisione, dal 1956, quando venne approvata una legge tramite cui si stanziavano fondi all’Ansa “per l’espletamento del servizio di diramazione di notizie e di comunicati degli organi centrali e periferici del governo”, per un totale di 90 milioni di lire. Via via le agenzie sono cresciute, si sono moltiplicate e, con loro, anche i soldi messi a disposizione dal governo, fino ad arrivare, appunto, alla stratosferica cifra di 30 milioni.

NESSUNA SELEZIONE
Ma non finisce qui. Perché se sono tante a beneficiare del finanziamento, è anche vero che non c’è la minima selezione. Tutta colpa di una piccola modifica alla legge deciso in corso d’opera e, precisamente, nel 2006 quando, con un decreto legislativo, il governo Berlusconi decise che il contratto per l’esecuzione dei servizi potesse essere “affidato unicamente ad un operatore economico determinato”. In pratica, senza un bando pubblico ma tramite una “procedura negoziata senza previa pubblicazione di bando di gara”. Discrezione assoluta, insomma.

PIATTO RICCO
E arriviamo, così, ad oggi. Sono dieci le agenzie di stampa che godranno dei 30 milioni messi in palio dal governo per la “fornitura di servizi giornalistici alle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato”. La fetta più grande andrà all’AdnKronos (7,2 milioni), seguita dall’Ansa presieduta oggi da Giulio Anselmi, cui andranno quasi 6 milioni. Via via, poi, tutte le altre: da AskaNews (4,5 milioni) a AgvNews (1,4), fino a ItalPress (272 mila euro). Senza dimenticare la Società 9 Colonne diretta dallo storico collaboratore di Lilli Gruber, Paolo Pagliaro, finanziata per 206 mila euro. Per ora questi sono i contratti resi noti dal Dipartimento per l’Editoria proprio in questi giorni. Ma, come detto, il fondo è già stato predisposto così come i beneficiari. C’è da scommettere, ad esempio, che fondi milionari andranno anche all’Agi (di proprietà dell’Eni), che negli anni scorsi ha goduto di oltre 9 milioni annui. E poi, ancora, la Lapresse, Dire e, infine, Il Sole 24 Ore che, all’occorrenza, veste i panni anche di agenzia di stampa. Tutto fa cassa.

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di Gaetano Pedullà

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