Il Governo di Paolo Renziloni. Da Fassino a Pera e Minniti, ecco tutti i nomi per la squadra del nuovo premier. Tra i pochi nomi in uscita Giannini, Poletti e Lorenzin

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I tempi stringono, tanti i dossier aperti e gli appuntamenti da onorare. Paolo Gentiloni, insomma, non ha tempo da perdere. Già il presidente Sergio Mattarella potrebbe ricevere i nomi del governo Gentiloni. Una squadra che, da quanto si è capito, conterà sulla stessa alleanza di Governo e che, pertanto, avrà tante riconferme. A cominciare da Angelino Alfano. Sempre più insistente, poi, la presenza di Luca Lotti nel Governo. Il renzianissimo di ferro dovrebbe mantenere l’incarico di sottosegretario alla presidenza del Consiglio e non è detto, come emerso nelle ultime ore, che possa ricevere anche la delega ai servizi segreti.

Un’ipotesi, questa, che libererebbe Marco Minniti che potrebbe prendere posto alla Farnesina, proprio in sostituzione di Gentiloni. Ma il posto di ministro degli Esteri è molto ambito: potrebbe toccare anche allo stesso Dario Franceschini, se decidesse di lasciare la Cultura (cosa molto improbabile), oppure a Piero Fassino che entrerebbe in questo caso nella squadra di Governo. Le sue quotazioni, però, non sono ben viste, non fosse altro per la batosta presa a Torino con Chiara Appendino. Nelle ultime ore, però, è aumentata la possibilità che gli Esteri vadano allo stesso Alfano: in questo caso al Viminale andrebbe lo stesso Minniti.

Ma tra i trombati alle ultime amministrative c’è anche Roberto Giachetti e anche il suo nome gira nelle ultime ore: potrebbe finire a lui la delega alle Riforme che sicuramente Maria Elena Boschi perderà (anche se dovrebbe restare ministra ma solo per i Rapporti col Parlamento e le Pari Opportunità).Altro nome caldo quello di Carlo Calenda, che potrebbe lasciare lo Sviluppo Economico, nel caso in cui alla fine Gentiloni scelga lui come suo successore alla Farnesina. Un’ipotesi che piacerebbe molto a Renzi, dato che Calenda rientra nella sfera “di controllo” renziana. In questo caso anche i verdiniani sarebbero contenti, perché allora Enrico Zanetti, attuale viceministro all’Economia, emigrerebbe allo Sviluppo Economico salendo di grado.  A proposito, intoccabile a Via XX settembre resta Pier Carlo Padoan, visti anche i delicati dossier che ha tra le mani (vedi Mps).

A proposito dei verdiniani, un altro nome che si fa parecchio caldo in queste ore per il governo Gentiloni è quello di Marcello Pera che potrebbe rientrare in un Governo (dopo l’esperienza con Berlusconi, legislatura nella quale divenne presidente del Senato), questa volta con delega all’Istruzione, dato che Stefania Giannini sicuramente lascerà il Governo. Non è detto però che all’Istruzione alla fine non vada Marco Rossi Doria. Altra casella aperta è quella della Salute. Alfano ha chiarito che la sua formazione (Ncd) non vuole rinunciare all’attuale ministra della Salute Beatrice Lorenzin, ma potrebbe essere proprio questa la poltrona data ai verdiniani, se naufragasse l’ipotesi Pera, con l’indicazione di un importante cattedratico.

Altro ministro in uscita è Giuliano Poletti: al suo posto molto probabile che arrivi Teresa Bellanova, dem ed ex sindacalista. Probabile uscita anche per Gian Luca Galletti: in questo caso, quasi scontata la nomina all’Ambiente dell’ex presidente di Legambiente, Ermete Realacci.Confermati invece Roberta Pinotti (franceschiniana), Andrea Orlando (appoggiato dai Giovani Turchi) e Maurizio Martina, anche se per lui si apre un ruolo di prima responsabilità nel partito, probabilmente vice segretario unico al posto di Lorenzo Guerini (che invece potrebbe anche lui entrare nel governo Gentiloni) e Debora Serracchiani.

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