Il maltempo miete la prima vittima in Piemonte. E ora sono i fiumi a fare un bel Po paura. In Liguria i danni sono di oltre 100 milioni

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Il maltempo non lascia tregua alle popolazioni ormai già da giorni martoriate dal maltempo. Continua a piovere ininterrottamente e la paura frana resta altissima. Ma il timore è derivante soprattutto dalla piena di numerosi fiumi che continuano a ingrossarsi, Po in testa. E, purtroppo, cominciano ad esserci le prime vittime. In Val Chisone, precisamente a Perosa Argentina, un paesino con poco più di 3mila abitanti, un uomo di 70 stava cercando di recuperare alcuni suoi cavalli quando l’argine del rio Albona ha ceduto e lo ha travolto facendolo finire in acqua. Come detto, però, anche la Liguria è in ginocchio, in particolare l’entroterra di Imperia. La giunta regionale presieduta da Giovanni Toti si è riunita con il capo della protezione civile Fabrizio Curcio per chiedere lo stato di emergenza. Nel frattempo ha parlato anche l’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi secondo il quale i danni economici già ammonterebbero a oltre 100 milioni di euro.

Ponti chiusi – A Torino è arrivato anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi sin da subito in stretto contato con la Protezione civile di Torino e con la sindaca Chiara Appendino e il presidente di Regione Sergio Chiamparino. Il governatore ha sottolineato che “la scelta di celebrare i vent’anni dall’alluvione del 1994 non con un convegno ma con la pulizia degli alvei di dieci tra torrenti e fiumi è stata una scelta decisiva“. “Ci aspettano ancora ore intense – ammette la sindaca Appendino – ma c’è una bella struttura e cerchiamo di dare risposte all’emergenza con grande competenza”. Si teme, come detto, soprattutto per il Po. Non a caso nel torinese diversi ponti sono stati chiusi, soprattutto dopo che Valentino e Valentina, i due battelli dell’azienda trasporti locale per la navigazione turistica sul Po, sono stati di fatto trascinati via dalla forza del fiume, che ha rotto i loro ormeggi. Le due imbarcazioni si sono incastrate sotto le arcate del ponte della Gran Madre, nel centro del capoluogo. D’altronde, come comunicato dall’Arpa Piemonte, il Po è arrivato addiritura a un metro al di sopra del livello di pericolo a Torino (5 metri e mezzo alla stazione dei Murazzi). Ma la situazione sta diventando decisamente critica pure Ad Asti e dintorni: “Il fiume non è uscito dagli argini in città – spiega il dirigente provinciale della Protezione civile Roberto Imparato – ma pare sia un fenomeno di ‘sifonatura’, cioè di acqua che emerge dal sottosuolo e che ha allagato alcuni campi”.

Le piogge in Liguria – Anche in Liguria resta altissima l’allerta dopo le piogge di questi giorni. Secondo i centri metereologici, in quattro giorni si sono concentrate le piogge di sei mesi. Circa 2.600 persone, nel picco dell’emergenz. Non a caso domani Renzi, oltre alla visita genovese, è atteso anche a Savona: potrebbe fare un sopralluogo anche nelle zone più colpite dall’emergenza, anche se la Protezione Civile fa sapere che da oggi il maltempo dovrebbe conedere una tregua.