Il mio inferno nella “setta macrobiotica”. Il libro segreto sull’associazione di Mario Pianesi. Tra regole ferree, diete e abusi sessuali

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“Per lunghi anni ho vissuto in un mondo chiuso e settario, ricoprendo ruoli di notevole responsabilità, grazie ai quali avevo accesso a informazioni interne particolari e poco note”. Con queste parole Mauro Garbuglia ci introduce in un mondo sconosciuto ai più, lastricato di buone intenzioni e – stando al racconto che se ne fa nel libro – di pessimi risultati. È il racconto di un uomo che ha vissuto 25 anni all’interno di quella che, stando anche all’inchiesta portata avanti dalla procura di Ancona, è una vera e propria setta. Con precise regole, precisi meccanismi, organizzazione interna e netta separazione da tutto ciò che è al di fuori.

Ma Garbuglia nel suo libro Dentro al psico-setta mcrobiotica. Il libro segreto di Mario Pianesi e di Un Punto Macrobiotico (Edizioni Nisroch, pagg. 319) va oltre il già noto, raccontando la sua esperienza, ricostruendo legami e reti, sbattendo agli occhi del lettore l’inferno in faccia. Tutti abbiamo visto le foto di una delle prime vittime che ha testimoniato: una donna che, per seguire le diete impartite all’interno di Upm, era arrivata a pesare solo 35 kg. Tutti abbiamo letto di quali fossero le diete che il guru, Mario Pianesi (nella foto), impartiva agli adepti. Tutti abbiamo letto il giro di denari che caratterizzava, secondo gli inquirenti, quest’organizzazione. Ma leggere le parole di chi ha vissuto fianco a fianco con chi oggi è indagato, offre un quadro sconosciuto, inquietante e tragico per molti aspetti.

Tra i reati contestati a Pianesi ce ne sono alcuni di prioritaria gravità, come la riduzione in schiavitù e, in un altro fascicolo, l’omicidio volontario. Ebbene, dalle pagine dello sconvolgente libro di Garbuglia si comprende – al di là degli esiti che avranno le inchieste – i tratti di un’organizzazione che era nata con un intento legato al benessere e al mondo “bio” e che, invece, si è rivelata peggio dell’inferno. Drammatico il capitolo sugli abusi che, a detta di Garbuglia, sarebbero stati commessi all’interno di Un Punto Macrobiotico. Abusi coperti dall’alone di “santità” di Pianesi, che avrebbe avuto addirittura lo “sperma alcalino”. E alle donne abusate fa da contraltare un giro spaventoso di denaro che, con fare investigativo, Garbuglia ricostruisce nel dettaglio.

Ma nel libro c’è di più: accanto alle terribili testimonianze, tra le righe traspare il dolore che l’autore prova. Un dolore umano, che probabilmente accompagnerà l’uomo-Garbuglia per sempre: è lì che ha incontrato sua moglie, è lì che sono nati i suoi figli. “In un gulag macrobiotico, nell’illusione che fosse “libertà”, dice in un passo del libro. Ed è in questo che si comprende la forza di una testimonianza che è – e dev’essere – monito per quanti rischiano di cadere nelle tante organizzazioni settarie presenti in Italia.

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di Gaetano Pedullà

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