Il panettone è diventato pancotto. Milan e Inter, cronaca di un fallimento annunciato. Pochi investimenti, niente soldi dalle coppe: è crisi

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Anche quest’anno la classifica piange. A una giornata dalla fine del campionato, il Milan è decimo in classifica. L’Inter poco più su.

CAV A PIEDI
Un’altra stagione fallimentare piena di scommesse perdute e promesse tradite. Una crisi, quella rossonera, tecnica, societaria ed economica. Il figliol prodigo Inzaghi non è mai riuscito a dare un gioco alla squadra, cercando di plasmare le sue idee incaponendosi su quel un 4-3-3 tutto catenaccio e contropiede che non ha mai dato risultati. Anche a causa della mancanza di un leader vero (ma i leader bisogna pagarli bene!) che tenesse le redini della squadra, come avrebbero dovuto fare Montolivo e Bonera. Da Gullit a Montolivo! L’unico che ha provato a dare una scossa alla squadra è stato Menez, ma il francese, assomigliando partita dopo partita al cavaliere di Durer, non è stato quasi mai supportato a sufficienza dai compagni. È il caso di citare il giocatore della provvidenza, Cerci, arrivato a gennaio che, con i suoi dribbling funambolici, aveva fatto le fortune del Torino. Probabilmente non sarà confermato ma rimpiazzato da un giocatore acquistato a parametro zero. Perché la proprietà (berlusconi) da tempo ha imposto i parametri zero, vecchie glorie azzoppate che non costano all’acquisto, a cui però bisogna dare un ingaggio spropositato. E la tanto decantata visita a casa Ancelotti sembra una mossa elettorale o di marketing. Poi non meravigliamoci se la classifica piange.

TIRI MANCINI
Quella che punta a costruire Erick Thohir è un’Inter sostenibile. Stop alle spese folli come quelle fatte in passato. Ma non per questo senza grandi obiettivi. Serve pazienza. Roberto Mancini ha ottenuto la parola d’onore del presidente per ottenere 4-5 innesti di qualità. In cima a quella lista c’è il portentoso centrocampista Yaya Touré. È da lui che Mancini vuole ripartire, nonostante l’agente dell’ivoriano abbia detto che non ci sono le condizioni affinché possa trasferirsi a Milano. Ma il calcio si sa, ci ha abituato a questi teatrini estivi. Quindi l’allenatore nerazzurro resta alla finestra. Se non sarà Touré c’è da scommetterci che altri campioni sbarcheranno alla Pinetina. Altrimenti oltre a Mancini stesso, potrebbero esserci degli addii che sarebbero molto più dolorosi per Thohir. Come quello della Pirelli. Il contratto di sponsorizzazione con i nerazzurri scade nel 2016 e Marco Trochetti Provera, per non salutare, ha chiesto la qualificazione in Europa per l’anno prossimo. La stessa Europa che chiedono i tifosi. Pronti a disertare lo stadio senza l’acquisto di big. Ecco perché l’uomo d’affari Thohir deve mettere mano al portafogli se non vuole perdere pure abbonamenti e ricche sponsorizzazioni.

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